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Storie: "La morte che spezza l'amore"

Tre storie tristi questa settimana, tre storie nelle quali entra la morte come protagonista. La morte, quella vera che tutto fa finire e quella dei sentimenti, che ti cambia dentro

di la redazione 5 maggio 2006

Questi racconti autobiografici sono stati scritti da voi, che ce li avete inviati e adesso li vedete pubblicati su Girlpower... mandateci anche i vostri!!! Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezione di Girlpower!!! Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e riflettere insieme con i ricordi di una persona sola Redazione di GP

LEGGI TUTTE LE STORIE PUBBLICATE FINORA!!!

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noi che ti guardiamo e non parliamo,
noi che ti guardiamo e quasi quasi non respiriamo,
le mani tremano e i ricordi si susseguono nella mia mente
i nostri sabato sera nella tua macchina, la tua macchina a nove posti..quasi come una casa... mi ricordo la prima volta che ci salii.. ero l'unica ragazza, non sapevo che serei rimasta l'unica ragazza a salirci il sabato sera...
eravamo in otto
tu guidavi...
mi avevano avvertito, ma mai avrei pensato che dopo mezz'ora ci saremmo ritrovati tutti a stringerci le mani per la paura..eri un folle..guidavi come un matto.. però ci facevi piangere dal ridere, con quel tuo italiano buffissimo.. ci eravamo persi.., e mia madre che pensava che fossi a Marina..a 5 minuti da casa, ritornammo alle tre.. tutti sani e salvi, un pò bevuti.. con un ciuffo di capelli bianchi in più.. e con una serata che non si scorderà mai.. che ti fa venir voglia di dire che vale la pena di vivere anche per questo.
tu quella sera ti innamorasti di me.. mi mandavi messaggini in continuazione, io avevo voglia di mandarti un po al diavolo, anche se mi riempivi di complimenti...una volta mi dicesti pure che mia amavi..e io feci finta di niente continuando ad essere la beata fra gli uomini in quella mega macchina...
una sera eravamo un pò troppo stretti nella tua macchina e qualcuno ne approfittò e io di certo non mi tirai indietro, ti ricordi?? ti ricordi che scesi dalla macchina e lo volevi riempire di botte perchè mia aveva baciata?? e io che già ero piena di sensi di colpa perchè soffrivo per un altro..
e poi hai fatto in modo che rimanessimo in macchina da soli, io avevo quasi paura, ma parlammo, e vidi di nuovo un sorriso sulla tua bocca, e mi mandasti messaggi fino alle cinque di notte (o di mattino??)
tu.. tu e la tua passione per il tabasco... tu che ti vestivi largo e parlavi con me di hip hop, tu che ridevi alzando le spalle e scuotendo la testa.. facendoci ridere di riflesso..
tu che amavi la vita fino a giocarci con lei.. la sfidavi, la sfidavi col sorriso.. te la rigiravi fra le dita, convinto che a 22 anni nulla ci potesse fermare, e ora mentre ti guardiamo.. steso su quel lettino ci chiediamo perchè proprio tu che l' amavi, l'hai persa la vita..sulla moto che amavi tanto, e con la ragazza che amavi e che ti amava e io che piango chiedendomi se un pò di bene me lo vuoi sempre nonostante ti abbia allontato da me, per paura che tu fraintessi i miei sorrisi.. mi mancherai.. e mi fa effetto risalire sulla tua macchina, e vedere che alla guida non ci sei più tu.. la macchina che ci ha visto felici, tutti noi la macchina, che nonostante tutto, ci vede ancora sorridere, con gli occhi lucidi, ricordando di te.. ora ti immagino lassù che ci guardi ridendo, alzando le spalle e scuotendo la testa..
tu eri la felicità fatta a persona

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"Cazzo Marghe...mi si è rotto il tacco?"
"Non ti preoccupare..per adesso corri.... che se no perdiamo quel fottutissimo treno"

Pomeriggio come tanti, stavamo tornando da una girata al mare , io e la mia best friens. Era tardi, avevamo viste troppe vetrine e come al solito non avevamo comprato niente, troppo cara la vita di oggi e io e Marghe non avevamo voglia si sputtanarci tutti i risparmi dell'inverno in tre stupide cazzate, ma il lusso di girare tra i negozi ce lo concedevamo sempre.
Arrivate di corsa alla stazione con il fiatone il mio tacco rotto, tutte spettinate e per niente attraenti, un gruppo di ragazzi ci nota, ed inizia a baccagliarcci volgarmente, noi lasciamo perdere ma ad un certo punto un moro con le Converse si avvicina a me: "bella ti va se facciamo un giro, soli soletti?" io gentilmente rispondo che non tira aria non sono quel genere di ragazza, e mi allontano....dentro di me inizio a pensare che i ragazzi sono diventati uno squallore, o tutto subito o niente, che skifo, quando ad un tratto lui mi afferra il braccio e mi dice: "senti stupida put.....a il mio non era un invito, ma un ordine!" la paura si era impadronita di me e me lo si leggeva negli occhi, Margherita inizia ad urlare quando arriva lui, in quell'istante, che mi è sembrato un eternià, l'ho fissato negli occhi, aveva una cicatrice che gli divideva il sopracciglio in due, il pircing al lato destro della bocca e poi...una visione, interrotta dal rantolo di dolore di quell'idiota che mi aveva importunata.
"Cazzo corri che se ci beccano quei tipi ci ammazzano.."
"Cmq piacere Matteo"

Io iniziai a correre seguendolo, non sapevo dove stavo andando ma sapevo che dovevo seguirlo, come se una corda ci tenesse legati assieme...la mia corsa era intralciata dal fatto che il mio tacco era rotto..dopo circa 15 miuti buoni che correvamo, mi sono resa conto che non sapevo dov'ero..eravamo solo io e Matteo, o come diavolo si chiamava, Margherita era sparita, la stazione era lontana, e i tre bulli non c'erano più. Seduta su di una panchina mi tolsi gli stivali e rimasi con le calze, Matteo si mise a ridere, "Che fai? Non importa che tu faccia uno strip per me, ti ho salvata volentieri da quei tre balordi!"
Riuscì a dire solo questo ed io scoppiai a pingere, nella mia mente c'erano solo tante domande ed una frustrazione indescrivibile...quando ad un tratto iniziai a singhiozzare...Matteo si avvicinò e mi cinse con le sue braccia robuste, anche li su quell'avambraccio notai una cicatrice, lui si accorse di cosa stavo fissando e mi disse ridendo "mi succede spesso di salvare giovani donzelle!".
Tra il pianto e le risa mi raccontò di lui, aveva 19 anni faceva il manovale, era figlio unico i sui avevano divorziato quando aveva tre anni e lui sua madre non la vedeva da circa10 anni, suo padre era un operaio, quando ad un tratto mi squilla il cell, è Margherita vuole sapere dove sono finita. Scoppio a pingere nuovamente, dove sono finita? me lo domando pure io, lei mi rassicura è alla stazione con due carabinieri che hanno sentito le sue grida e che sono corsi in soccorso, io gli spiego che sono scappata via con Matteo, e che nemmeno lui sa dove siamo finiti quando ad un tratto mi si scarica la batteria del cell, "cavolo tutte a me capitano oggi", ma infondo una cosa buona c'è: Matteo. Lui si offre di riaccompagnarmi alla stazione, e prima che io possa rispondere mi bacia, il bacio più bello della mia vita, anche oggi che sono passati 3 anni so che quel bacio è stato e sarà il migliore che io abbia mai ricevuto. Finito il momento del bacio ci scambiamo i numeri di telefono e poi mi accompagna alla stazione...io lo ringrazio e lo saluto promettendogli di chiamarlo... Arrivata a casa non l'ho mai chiamato, che relazione poteva nascere da un incontro così?
Boh non saprei anche perchè di lui non ho più avuto notizie... mesi dopo su un quotidiano vidi la sua foto, e poche righe che spiegavano come lui fosse morto pestato a sangue da un gruppo di nigeriani ubriachi...! Matteo non c'è più, ma è vivo il suo ricordo dentro i miei pensieri...Non ho mai raccontato a nessuno la storia di Matteo, a parte Margherita è ovvio, ma sono decisa a raccontare questa storia perchè ascoltando il cd di Ligabue ho trovato una canzone che si intitola LETTERA A G. e mi è venuto in mente Matteo......

LETTERA A G.
quando hai solo diciott'anni quante cose che non sai
quando hai solo diciott'anni forse invece sai già tutto
non dovresti crescer mai
se ti scrivo solo adesso è che sono io così
è che arrivo spesso tardi
quando sono già ricordi che hanno preso casa qui
non è vero ciò che ho detto: qua c'è tutto a dire che ci sei
fai buon viaggio e poi poi riposa se puoi...


Matteo riposa in pace, anche solo per quell'istante ti ho amato ed in fondo ti amo ogni singolo giorno che penso a te.....

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Sono un pò "vecchietta", forse, per partecipare a Girlpower, ma volevo raccontarvi di quando, forse il mio primo e forse unico grande amore mi ha trattato in una maniera tale che ha cambiato tutto il mio modo futuro di vedere e vivere i sentimenti. Ora vedo le cose con un occhio piu' realistico e cinico, forse, ma con l'impossibilità di vivere quel grande slancio, quella grande passione gratuita che forse si chiama Amore. Attenzione,quindi, donne,uomini, ragazze e ragazzi, pensateci a che valore date ai sentimenti, non giocateci, potete cambiare, forse per sempre, la vita di qualcuno.
Ho 28 anni, ma questa storia risale ad una decina di anni fa. Con la mia amica del cuore dell'epoca il nostro diversivo, vivendo in una cittadina di provincia c'è poco da fare, era quello di conoscere i ragazzi militari, che all'epoca popolavano la nostra città di domenica pomeriggio, in libera uscita dalla caserma lì vicino.E' una storia un pò alla Ufficiale e Gentiluomo, ma io non ho niente della protagonista e non c'è Richard Gere.
Una domenica incontro Lui.
Non bello, poco piu' piccolo di me ed anche piu' basso di me, che già non sono una stanga, sicuro di sè e con una parlantina vivace. La scintilla non scocca subito, ci frequentiamo un pò, ma per me resta una delle tante conoscenze di militari che restavano in città 3 mesi per poi essere spediti chissà in quale porto d'Italia.
Sarà stata l'alchimia che scatta tra due persone, o forse chissà cosa, fatto sta che in breve io perdo la testa; mi sembra di non poter vivere senza di lui, di aver trovato l'uomo della mia vita e poi lui mi parlava addirittura di matrimonio, mi aveva regalato un anello, voleva conoscere mia madre... questi argomenti, si sa, su una ragazza fanno effetto.
Lui era del Sud e nonostante questo avrei lasciato tutto per sposarmi così, su due piedi. Avrei lasciato tutto per lui, famiglia, amici, gli studi, la possibilità di costruirmi una carriera che adesso ho, le esperienze che avrei potuto fare e che ora ho fatto...Adesso che ci penso mi ricordo quei giorni segnati da una profonda felicità, così, gratuita, senza il minimo dubbio che ci potesse essere qualcosa di non vero, che non sempre le parole hanno il peso giusto, che fare l'amore è molto facile e anche molto divertente, che il "TI AMO" è facile da dire, in fondo sono solo cinque lettere da pronunciare...
La lettera con la destinazione ha un verdetto inesorabile: Sicilia. Piangendo ci promettiamo amore eterno, di aspettarci, lui avrebbe fatto di tutto per ritornare nella mia regione, che, con un pò di pazienza ci saremmo sposati.
Le telefonate la prima settimana arrivano, poi sempre piu' rare. Io comincio a stare in ansia, lui mi dice di stare tranquilla, che sta cominciando a fare la scorta ad un magistrato, che non può telefonare spesso ma che mi ama e che non vive senza di me.
Io comincio a scrivergli un diario, una pagina a giorno, tutto quello he facevo, i miei sentimenti... Un giorno mi dice di avere avuto un periodo di crisi, di essersi imbarcato per un anno su una nave per una missione di pace, io, gli credo...anzi, sono così orgogliosa di averlo conosciuto, così coraggioso, attaccato al dovere...mi dice che non ci saremmo piu' sentiti, in nave non c'era nessuna possibilità di contatto. Di essere felice con qualcun altro. Io piango tutte, o forse no, le mie lacrime. Di certo erano calde, brucianti. Le piango tutte sopra quell'anello che portavo all'anulare sinistro.
La mia migliore amica dell'epoca mi apre gli occhi, mi dice di aver fatto un brutto sogno su di lui, lei è un pò "strega". Mi dice di chiamare comunque in Sicilia, in caserma, di verificare se davvero è in nave. No, non lui, per me è impossibile ma... il seme del dubbio si era annidato in me e... compongo il numero. Chiedo di lui, mi risponde un collega, mi dice che è appena uscito, ma che comunque è lì. Si stupisce del mio stupore."Signorina, Lui è in servizio qui da un mese, dove vuole che se ne vada?".
Chiamo al cellulare, il cuore in gola. Mi risponde un suo amico, forse aveva "ordini" ben precisi: "Appena vedi questo numero...".Gli dico dov'è, mi dice non lo sa, "la nave è grande"."Non mi dire str... dico io.Mi chiude il telefono in faccia e per un'ora ascolto il messaggio gratuito che mi dice che il cliente è irrangiungibile.

Piango tutte le mie lacrime, mi sembrava di impazzire. Solo la sera riesco a parlarci ma lui era chiuso in un mutismo assoluto, nonostante avesse torto marcio si nascondeva dietro al fatto che io non avevo avuto fiducia in lui e che "si voleva buttare questa storia dietro le spalle". Io gli dico che non lo voglio piu' vedere, che per me sarebbe stato morto. Ho strappato tutte le sue foto, stracciato le sue lettere, buttato il suo anello in un cestino della spazzatura.
Da quel giorno ci siamo sentiti solo un paio di volte, è sempre stato lui a cercarmi, ma io non ho voluto piu'parlarci. Da quel giorno lui è morto ma anche io.
Ora sono un'altra. Ho imparato che non sempre le parole hanno il peso giusto, che fare l'amore è molto facile e anche molto divertente, che il "TI AMO" è facile da dire, in fondo sono solo cinque lettere da pronunciare...basta comunque non perdere la speranza che a volte può succedere anche il contrario.

 


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Commenti

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marvy domenica, 8 agosto 2010

io ci sperero per sempre

sono innamorata di 1 ragazzo molto + grande di me che conoscero fra tre anni ma io lo aspetto perche so che lui sara mio!

n° 8
ally venerdì, 19 marzo 2010

ank'io

la morte è la cosa + brutta quando c'è l'amore di mezzo e a me è successo molti anni fa,ormai m è passato.....ma quando ci penso mi vengono le lacrime.....

n° 7
sognatrice'98 martedì, 12 gennaio 2010

Anche a me e' successo.

Un giorno ho rischiato di perdere la persona piu' importante che ho...

n° 6
sognatrice'98 martedì, 12 gennaio 2010

La morte

Ti svegli alla mattina e pensi:- Tanto a me nn succedera' mai! oppure:- Perche' e' successo a me?! Certe volte pensi queste cose e altre nn vorresti neanche sentirle. Nessuno di noi vuole sentire la morte sulla pelle... Ma e' il destino a decidere.

n° 5
shari domenica, 7 maggio 2006

sigh

ragazzi ke tristezza.. nn m sn scoppiata in lacrime x un soffio... e così m viene in mente il mio ex ke nn m vuole + sentire..ke ho provato a cercare ma ke nn risp.. ke forse è sparito e in un certo senso x lui penso d essere morta...e m dispiace..xè nessuno m ha mai amata cm lui.. d lui ero super certa... eppure è andata così... e nel suo cuore forse al mio nome sa solo associare la parola "odio"...

n° 4
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