Storie: "La morte che spezza l'amore"
Tre storie tristi questa settimana, tre storie nelle quali entra la morte come protagonista. La morte, quella vera che tutto fa finire e quella dei sentimenti, che ti cambia dentro
Questi racconti autobiografici sono stati scritti da voi, che ce li avete
inviati e adesso li vedete pubblicati su Girlpower... mandateci anche i vostri!!!
Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezione di Girlpower!!!
Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che
vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e
riflettere insieme con i ricordi di una persona sola Redazione
di GP
LEGGI
TUTTE LE STORIE PUBBLICATE FINORA!!!
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noi che ti guardiamo e non parliamo,
noi che ti guardiamo e quasi quasi non respiriamo,
le mani tremano e i ricordi si susseguono nella mia mente
i nostri sabato sera nella tua macchina, la tua macchina
a nove posti..quasi come una casa... mi ricordo la prima volta che ci
salii.. ero l'unica ragazza, non sapevo che serei rimasta l'unica ragazza a
salirci il sabato sera...
eravamo in otto
tu guidavi...
mi avevano avvertito, ma mai avrei pensato che dopo mezz'ora ci saremmo ritrovati
tutti a stringerci le mani per la paura..eri un folle..guidavi come un matto..
però ci facevi piangere dal ridere, con quel tuo italiano buffissimo..
ci eravamo persi.., e mia madre che pensava che fossi a Marina..a 5 minuti da
casa, ritornammo alle tre.. tutti sani e salvi, un pò bevuti.. con un
ciuffo di capelli bianchi in più.. e con una serata che non si scorderà
mai.. che ti fa venir voglia di dire che vale la pena di vivere anche per questo.
tu quella sera ti innamorasti di me.. mi mandavi
messaggini in continuazione, io avevo voglia di mandarti un po al diavolo, anche
se mi riempivi di complimenti...una volta mi dicesti pure che mia amavi..e io
feci finta di niente continuando ad essere la beata fra
gli uomini in quella mega macchina...
una sera eravamo un pò troppo stretti nella tua macchina e qualcuno ne
approfittò e io di certo non mi tirai indietro, ti ricordi?? ti ricordi
che scesi dalla macchina e lo volevi riempire di botte perchè mia aveva
baciata?? e io che già ero piena di sensi di colpa perchè soffrivo
per un altro..
e poi hai fatto in modo che rimanessimo in macchina da soli, io avevo quasi
paura, ma parlammo, e vidi di nuovo un sorriso sulla tua bocca, e mi mandasti
messaggi fino alle cinque di notte (o di mattino??)
tu.. tu e la tua passione per il tabasco... tu che ti
vestivi largo e parlavi con me di hip hop, tu che ridevi alzando le spalle e
scuotendo la testa.. facendoci ridere di riflesso..
tu che amavi la vita fino a giocarci con lei.. la sfidavi, la sfidavi col sorriso..
te la rigiravi fra le dita, convinto che a 22 anni nulla
ci potesse fermare, e ora mentre ti guardiamo.. steso
su quel lettino ci chiediamo perchè proprio tu che l' amavi, l'hai
persa la vita..sulla moto che amavi tanto, e con la ragazza che amavi
e che ti amava e io che piango chiedendomi se un pò di bene me lo vuoi
sempre nonostante ti abbia allontato da me, per paura che tu fraintessi i miei
sorrisi.. mi mancherai.. e mi fa effetto risalire sulla tua macchina, e
vedere che alla guida non ci sei più tu.. la macchina che ci ha
visto felici, tutti noi la macchina, che nonostante tutto, ci vede ancora sorridere,
con gli occhi lucidi, ricordando di te.. ora ti immagino lassù che ci
guardi ridendo, alzando le spalle e scuotendo la testa..
tu eri la felicità fatta a persona
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"Cazzo Marghe...mi si è rotto il tacco?"
"Non ti preoccupare..per adesso corri.... che se no perdiamo quel fottutissimo
treno"
Pomeriggio come tanti, stavamo tornando da una girata al mare , io e la mia
best friens. Era tardi, avevamo viste troppe vetrine e come al solito non avevamo
comprato niente, troppo cara la vita di oggi e io e Marghe non avevamo voglia
si sputtanarci tutti i risparmi dell'inverno in tre stupide
cazzate, ma il lusso di girare tra i negozi ce lo concedevamo sempre.
Arrivate di corsa alla stazione con il fiatone il mio tacco rotto, tutte spettinate
e per niente attraenti, un gruppo di ragazzi ci nota, ed inizia a baccagliarcci
volgarmente, noi lasciamo perdere ma ad un certo punto un moro con le Converse
si avvicina a me: "bella ti va se facciamo un giro, soli soletti?"
io gentilmente rispondo che non tira aria non sono quel genere di ragazza, e
mi allontano....dentro di me inizio a pensare che i ragazzi
sono diventati uno squallore, o tutto subito o niente, che skifo, quando
ad un tratto lui mi afferra il braccio e mi dice: "senti stupida put.....a
il mio non era un invito, ma un ordine!" la paura si era impadronita
di me e me lo si leggeva negli occhi, Margherita inizia ad urlare quando arriva
lui, in quell'istante, che mi è sembrato un eternià, l'ho fissato
negli occhi, aveva una cicatrice che gli divideva il sopracciglio in due, il
pircing al lato destro della bocca e poi...una visione, interrotta
dal rantolo di dolore di quell'idiota che mi aveva importunata.
"Cazzo corri che se ci beccano quei tipi ci ammazzano.."
"Cmq piacere Matteo"
Io iniziai a correre seguendolo, non sapevo dove stavo andando ma sapevo che
dovevo seguirlo, come se una corda ci tenesse legati assieme...la mia corsa
era intralciata dal fatto che il mio tacco era rotto..dopo circa 15 miuti buoni
che correvamo, mi sono resa conto che non sapevo dov'ero..eravamo solo io e
Matteo, o come diavolo si chiamava, Margherita era sparita, la stazione era
lontana, e i tre bulli non c'erano più. Seduta su di una panchina mi
tolsi gli stivali e rimasi con le calze, Matteo si mise a ridere, "Che
fai? Non importa che tu faccia uno strip per me, ti ho salvata volentieri da
quei tre balordi!"
Riuscì a dire solo questo ed io scoppiai a pingere, nella mia mente c'erano
solo tante domande ed una frustrazione indescrivibile...quando ad un tratto
iniziai a singhiozzare...Matteo si avvicinò e mi cinse con le sue braccia
robuste, anche li su quell'avambraccio notai una cicatrice, lui si accorse di
cosa stavo fissando e mi disse ridendo "mi succede spesso di salvare
giovani donzelle!".
Tra il pianto e le risa mi raccontò di lui, aveva 19 anni faceva il manovale,
era figlio unico i sui avevano divorziato quando aveva tre anni e lui sua madre
non la vedeva da circa10 anni, suo padre era un operaio, quando ad un tratto
mi squilla il cell, è Margherita vuole sapere dove sono finita. Scoppio
a pingere nuovamente, dove sono finita? me lo domando pure io, lei mi rassicura
è alla stazione con due carabinieri che hanno sentito le sue grida e
che sono corsi in soccorso, io gli spiego che sono scappata via con Matteo,
e che nemmeno lui sa dove siamo finiti quando ad un tratto mi si scarica la
batteria del cell, "cavolo tutte a me capitano oggi", ma
infondo una cosa buona c'è: Matteo. Lui si offre di riaccompagnarmi
alla stazione, e prima che io possa rispondere mi bacia, il bacio più
bello della mia vita, anche oggi che sono passati 3 anni
so che quel bacio è stato e sarà il migliore che io abbia mai
ricevuto. Finito il momento del bacio ci scambiamo i numeri di telefono
e poi mi accompagna alla stazione...io lo ringrazio e lo saluto promettendogli
di chiamarlo... Arrivata a casa non l'ho mai chiamato, che relazione poteva
nascere da un incontro così?
Boh non saprei anche perchè di lui non ho più avuto notizie...
mesi dopo su un quotidiano vidi la sua foto, e poche righe
che spiegavano come lui fosse morto pestato a sangue da un gruppo di
nigeriani ubriachi...! Matteo non c'è più, ma è vivo il
suo ricordo dentro i miei pensieri...Non ho mai raccontato a nessuno la storia
di Matteo, a parte Margherita è ovvio, ma sono decisa a raccontare questa
storia perchè ascoltando il cd di Ligabue ho trovato una canzone che
si intitola LETTERA A G. e mi è venuto in
mente Matteo......
LETTERA A G.
quando hai solo diciott'anni quante cose che non sai
quando hai solo diciott'anni forse invece sai già tutto
non dovresti crescer mai
se ti scrivo solo adesso è che sono io così
è che arrivo spesso tardi
quando sono già ricordi che hanno preso casa qui
non è vero ciò che ho detto: qua c'è tutto a dire che ci
sei
fai buon viaggio e poi poi riposa se puoi...
Matteo riposa in pace, anche solo per quell'istante ti ho amato ed in
fondo ti amo ogni singolo giorno che penso a te.....
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Sono un pò "vecchietta", forse, per partecipare a Girlpower,
ma volevo raccontarvi di quando, forse il mio primo e forse unico grande amore
mi ha trattato in una maniera tale che ha cambiato tutto il mio modo futuro
di vedere e vivere i sentimenti. Ora vedo le cose con
un occhio piu' realistico e cinico, forse, ma con l'impossibilità
di vivere quel grande slancio, quella grande passione gratuita che forse si
chiama Amore. Attenzione,quindi, donne,uomini, ragazze e ragazzi, pensateci
a che valore date ai sentimenti, non giocateci, potete cambiare, forse per sempre,
la vita di qualcuno.
Ho 28 anni, ma questa storia risale ad una decina di anni fa. Con la
mia amica del cuore dell'epoca il nostro diversivo, vivendo in una cittadina
di provincia c'è poco da fare, era quello di conoscere i ragazzi militari,
che all'epoca popolavano la nostra città di domenica pomeriggio, in libera
uscita dalla caserma lì vicino.E' una storia un
pò alla Ufficiale e Gentiluomo, ma io non ho niente della protagonista
e non c'è Richard Gere.
Una domenica incontro Lui.
Non bello, poco piu' piccolo di me ed anche piu' basso di me, che già
non sono una stanga, sicuro di sè e con una parlantina vivace. La scintilla
non scocca subito, ci frequentiamo un pò, ma per me resta una delle tante
conoscenze di militari che restavano in città 3 mesi per poi essere spediti
chissà in quale porto d'Italia.
Sarà stata l'alchimia che scatta tra due persone, o forse chissà
cosa, fatto sta che in breve io perdo la testa;
mi sembra di non poter vivere senza di lui, di aver trovato l'uomo della mia
vita e poi lui mi parlava addirittura di matrimonio, mi aveva regalato un anello,
voleva conoscere mia madre... questi argomenti, si sa,
su una ragazza fanno effetto.
Lui era del Sud e nonostante questo avrei lasciato tutto per sposarmi così,
su due piedi. Avrei lasciato tutto per lui, famiglia, amici, gli studi, la possibilità
di costruirmi una carriera che adesso ho, le esperienze che avrei potuto fare
e che ora ho fatto...Adesso che ci penso mi ricordo quei giorni segnati da una
profonda felicità, così, gratuita, senza il minimo dubbio che
ci potesse essere qualcosa di non vero, che non sempre le parole hanno il peso
giusto, che fare l'amore è molto facile e anche molto divertente, che
il "TI AMO" è facile da dire, in fondo sono solo cinque
lettere da pronunciare...
La lettera con la destinazione ha un verdetto inesorabile: Sicilia. Piangendo
ci promettiamo amore eterno, di aspettarci, lui avrebbe fatto di tutto
per ritornare nella mia regione, che, con un pò
di pazienza ci saremmo sposati.
Le telefonate la prima settimana arrivano, poi sempre piu' rare. Io comincio
a stare in ansia, lui mi dice di stare tranquilla, che sta cominciando a fare
la scorta ad un magistrato, che non può telefonare spesso ma che mi ama
e che non vive senza di me.
Io comincio a scrivergli un diario, una pagina a giorno,
tutto quello he facevo, i miei sentimenti... Un giorno mi dice di avere
avuto un periodo di crisi, di essersi imbarcato per un anno su una nave per
una missione di pace, io, gli credo...anzi, sono così orgogliosa di averlo
conosciuto, così coraggioso, attaccato al dovere...mi dice che non ci
saremmo piu' sentiti, in nave non c'era nessuna possibilità di contatto.
Di essere felice con qualcun altro. Io piango tutte,
o forse no, le mie lacrime. Di certo erano calde, brucianti. Le piango tutte
sopra quell'anello che portavo all'anulare sinistro.
La mia migliore amica dell'epoca mi apre gli occhi, mi dice di aver fatto un
brutto sogno su di lui, lei è un pò "strega". Mi dice
di chiamare comunque in Sicilia, in caserma, di verificare se davvero è
in nave. No, non lui, per me è impossibile ma... il
seme del dubbio si era annidato in me e... compongo il numero. Chiedo
di lui, mi risponde un collega, mi dice che è appena uscito, ma che comunque
è lì. Si stupisce del mio stupore."Signorina, Lui è
in servizio qui da un mese, dove vuole che se ne vada?".
Chiamo al cellulare, il cuore in gola. Mi risponde un suo amico, forse aveva
"ordini" ben precisi: "Appena vedi questo numero...".Gli
dico dov'è, mi dice non lo sa, "la nave è grande"."Non
mi dire str... dico io.Mi chiude il telefono in faccia e per un'ora ascolto
il messaggio gratuito che mi dice che il cliente è irrangiungibile.
Piango tutte le mie lacrime, mi sembrava di impazzire. Solo la sera riesco
a parlarci ma lui era chiuso in un mutismo assoluto, nonostante avesse torto
marcio si nascondeva dietro al fatto che io non avevo avuto fiducia in lui e
che "si voleva buttare questa storia dietro le spalle". Io gli dico
che non lo voglio piu' vedere, che per me sarebbe stato morto. Ho
strappato tutte le sue foto, stracciato le sue lettere, buttato il suo anello
in un cestino della spazzatura.
Da quel giorno ci siamo sentiti solo un paio di volte, è sempre
stato lui a cercarmi, ma io non ho voluto piu'parlarci. Da quel giorno lui è
morto ma anche io.
Ora sono un'altra. Ho imparato che non sempre le parole hanno il peso giusto,
che fare l'amore è molto facile e anche molto divertente, che il "TI
AMO" è facile da dire, in fondo sono solo cinque lettere da pronunciare...basta
comunque non perdere la speranza che a volte può succedere anche il contrario.





io ci sperero per sempre
sono innamorata di 1 ragazzo molto + grande di me che conoscero fra tre anni ma io lo aspetto perche so che lui sara mio!
ank'io
la morte è la cosa + brutta quando c'è l'amore di mezzo e a me è successo molti anni fa,ormai m è passato.....ma quando ci penso mi vengono le lacrime.....
Anche a me e' successo.
Un giorno ho rischiato di perdere la persona piu' importante che ho...
La morte
Ti svegli alla mattina e pensi:- Tanto a me nn succedera' mai! oppure:- Perche' e' successo a me?! Certe volte pensi queste cose e altre nn vorresti neanche sentirle. Nessuno di noi vuole sentire la morte sulla pelle... Ma e' il destino a decidere.
sigh
ragazzi ke tristezza.. nn m sn scoppiata in lacrime x un soffio... e così m viene in mente il mio ex ke nn m vuole + sentire..ke ho provato a cercare ma ke nn risp.. ke forse è sparito e in un certo senso x lui penso d essere morta...e m dispiace..xè nessuno m ha mai amata cm lui.. d lui ero super certa... eppure è andata così... e nel suo cuore forse al mio nome sa solo associare la parola "odio"...