Storie: "Ero innamorata di un ideale"
Le vostre storie d'amore pubblicate su Girlpower
Questo racconto autobiografico è stato scritto
da una/o di voi, che ce l'ha inviato e adesso lo vede pubblicato su Girlpower...
mandateci anche i vostri!!! Potete scegliere l'argomento che preferite tra le
5 sezione di Girlpower!!! Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per
parlare di ciò che vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre
esperienze, per ridere e riflettere insieme con i ricordi di una persona sola
Redazione di GP
LEGGI
TUTTE LE STORIE PUBBLICATE FINORA!!!
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Ricordo ancora le parole che mi disse la mia migliore amica dopo che lo lasciai...e
non so nemmeno quante volte mi pentii di averlo fatto, ma nella
vita non si può tornare indietro e bisogna assumersi le conseguenze
delle proprie azioni. Inizio la mia storia dicendo che se pensate che sia finita
bene allora non avete altro da fare che chiudere questo racconto e non pensarci
più.
Solo io so quanto l'ho amato, quanto gli ho voluto bene. La prima volta ke lo
vidi frequentavo la terza elementare e lui la quarta, da allora è entrato
nel mio cuore e non ne è mai uscito, non glie l'ho mai permesso. Sembra
scontato dire che era il mio primo amore, e già così piccolo si
sapeva ke sarebbe stato una "testa matta"!
Come adoravo i suoi capelli, lisci, un pò arruffati e rossicci e i suoi
occhi azzurri, non come i miei dolci, ma freddi, sempre... due occhi imperscrutabili,
era impossibile per chiunque capire cosa diavolo stesse pensando. Non lo conoscevo
bene in quegli anni alle elementari, ma sinceramente non l'ho mai conosciuto
bene nemmeno dopo. Per me era il tipico "bello" irraggiungibile, soprattutto
xkè era sempre chiuso in se stesso, sempre cupo e mai ke pensasse positivo,
per lui il bicchiere era sempre mezzo vuoto. Non
che avesse avuto un infanzia difficile, affatto, era semplicemente fatto così.
Ed era una di quelle cose che amavo di più del suo carattere. Non so
come mai non si sia mai accorto di me in quegli anni, spesso venivo circondata
da bambinetti che mi chiedevano se mi volevo mettere con loro e lui non era
da meno, ma tra noi due mai una parola a parte il solito "ciao" di
quando ci vedevamo a teatro o alle lezioni di alternativa.
Che rabbia mi fa, pensare che per tre anni abbiamo studiato teatro insieme,
e non gli è mai passato nemmeno per l'anticamera del cervello di dirmi
qualcosa, anke una cazzata qualunque.. e non si è
mai accorto di tutte le volte che cercavo di farmi notare o di attirare la sua
attenzione anke solo per un secondo. Fin troppe pagine gli ho dedicato
sul mio diario segreto scrivendo quanto era perfetto, ma ora so di essermi sbagliata.
Poi è andato alle medie, non avevo idea di che scuola frequentasse, ma
il destino volle che ci rincontrassimo... di nuovo a scuola insieme. Io in prima
lui in seconda, bello più di prima. E io continuavo a morirgli dietro..
avevamo continuato a studiare recitazione, ma lui era in un corso diverso dal
mio e quindi non ci beccavamo più come prima. Sapevo che non era proprio
un "bravo ragazzo". Un pò cannato, si faceva di gas degli accendini
con i sui amici e la sera andavano a fare danni in giro e a "spaccare il
mondo", come diceva lui. E intanto, il tempo passava. Lui stava con una
tipa della nostra scuola da un casino di tempo.. io non la conoscevo bene. La
solita tipa facile, un pò smorfiosetta e atteggiata da modella, quando
non era proprio una gran cosa. Un'infinità di volte li ho visti baciarsi
dietro scuola e nei giardinetti lì accanto, e ne
ho sofferto, ne ho sofferto tanto. Finalmente riuscii a rimediare il
numero del suo migliore amico, con l'intenzione di riuscire poi ad avere il
suo. Era simpatico, carino, ma non mi piaceva... Una sera mi disse che gli piacevo
e che voleva uscire con me ma io gli dissi che non potevo perché non
mi piaceva.
Qualche tempo dopo, vedendo che il mio "lui" mi guardava chiesi al
suo amico se per caso gli piacevo. Lo, so, può essere stato un brutto
comportamento ma io dovevo sapere!! Non so ora
se lui l'abbia fatto per ripicca, ma mi disse che non gli piacevo per niente
e che non avrei mai avuto possibilità con uno come lui.
Non ricordo di aver mai pianto tanto prima, singhiozzavo nel mio letto scossa
da fremiti incontrollabili, mentre la mia amica mi restava vicina al telefono
e cercava di consolarmi con tutto l'affetto possibile. Qualche giorno dopo mi
arrivò un sms con scritto il suo numero. Stavo cercando di dimenticarlo
e le mie amiche mi avevano impedito di salvarlo, dicendo
che non dovevo essere masochista. Verso gli ultimi giorni di scuola io
e le mie amiche andammo a vedere il suo spettacolo del corso di teatro. Alla
fine, vidi la mia vecchia insegnante di teatro feci per andare a salutarla,
ma lei aveva appena chiamato "lui" per fargli i complimenti per la
riuscita dello spettacolo, così mi girai dall'altra parte cercando di
non farmi riconoscere, ma fu impossibile. La mia insegnante mi chiamò
e si avvicinò con lui. Ok, ora non sembra grave ma poi la prof. iniziò
a dire quanto ero bella, a chiedere al mio "lui" se si ricordava di
me, e continuava, e continuava...dire che io ero viola
è dir poco.
Non riuscivo a far altro che sorridere, non ero nemmeno in grado di guardarlo!
Tornando a casa poi le mie amiche mi dissero che lui, al contrario di me, continuava
a guardarmi sorridente. Così, quella stessa sera, sperando che lui fosse
ormai a casa e senza i suoi amici, gli mandai un messaggio dicendo che era stato
un bello spettacolo e che lui aveva recitato veramente bene. Lui ha scritto:
grazie anke se stasera potevi dirmelo visto che siamo stati vicini per più
di un quarto d'ora. In effetti, aveva ragione. E finalmente
(!!!!) abbiamo iniziato a scriverci. Ero al settimo cielo, finalmente
il ragazzo che mi piaceva da 5 anni mi aveva notato.
Non scorderò mai le cose che mi ha scritto; mi ricordo che gli dissi
che mi piaceva, e poi che ora ke lo sapeva potevamo più essere amici.
E lui: chi ti dice che non potremmo essere di più?
Da quel giorno iniziammo a uscire. Ogni santissimo giorno ci vedevamo
e ogni sera mi chiamava passando ore e ore al telefono. Una sabato gli chiesi
se gli piacevo davvero, e lui mi rispose che gli piacevo moltissimo, nn sapeva
perchè non me l'avesse detto prima ma non vedeva l'ora che fosse lunedì
solo per vedermi. Qualche settimana dopo lasciò
la sua ragazza e si mise con me.
Io gli donai il mio cuore e forse fu un grosso sbaglio, lui mi donò il
suo, e fu uno sbaglio ancora più grande.
Iniziarono le vacanze. Lui in Liguria io in campagna a casa di mia nonna. Una
sera mi chiama, sta piangendo, sua madre si è sentita male. Ha avuto
un problema al cervello. Da qui io mi sento impotente, vorrei abbracciarlo,
baciarlo stargli vicino, ma mi fa male sentirlo piangere così forte.
Cerco di coccolarlo con le mie parole, di tirargli su il morale dicendo che
non sarà una cosa grave. Si tranquillizza un pò, è tardi
e gli consiglio di andare a dormire. Il giorno dopo mi telefona.
E' disperato, sua madre è in coma. Dice che non ce la fa da solo e che
vede ovunque madri con i loro bambini. Non resisto più, mi metto a piangere
anke io. E' impressionante vedere due persone che si amano
piangere così al telefono. Gli dico che vengo da lui, che mi faccio
accompagnare da mio padre, ma lui dice che nn è il caso, che non mi vuole
rovinare la vacanza, che mi ama e che ora, dopo essersi sfogato con me si sente
meglio. Attacchiamo. Mi manda un messaggio e dice che nessuno gli è mai
stato vicino quanto me in momenti simili. Gli rispondo che lo amo e che ho fatto
solo quello che credevo più giusto. Continuiamo così per più
di una settimana. Finalmente bella notizia. Sua
madre si è ripresa! Siamo contenti e ci sentiamo più vicini ora,
ma non ci rendevamo conto a quell'epoca che invece non era così.
Dopo ci rivediamo, non ci scappa neanche un bacio. Siamo freddi, non ci capiamo
più, ci stiamo allontanando. Niente battute anke se ora va tutto bene,
mi rendo conto che secondo entrambi c'è qualcosa che non va più.
Aspettiamo, ma non funziona più. Prendo la mia
decisione: lo lascio. Ho pochi soldi e da stronza quale sono gli chiedo
di chiamarmi perchè dobbiamo parlare. Non risponde, non si fa più
sentire. Allora aspetto un po, ci vediamo e glielo dico: "Ho paura di
essermi innamorata di una persona che non esiste. Ti immaginavo diverso, ti
ho sempre immaginato diverso. Ho bisogno di un ragazzo con molto senso dell'umorismo,
di un ragazzo che mi faccia ridere che mi faccia star bene, e che anche io faccia
star bene. Ci siamo allontanati troppo e secondo me ci siamo messi insieme troppo
presto, credevamo di conoscerci ma non è così. Tu non hai idea
di cosa vorrei io e io non ho idea di cosa vorresti tu."
Rimase paralizzato, mi girai e tornai a casa. Finalmente, dopo un sacco di giorni
mi risentivo bene, mi sentivo libera e non avevo più un peso che mi ossessionava,
potevo ridedicarmi completamente alle mie amiche che nei mesi precedenti si
erano sentite trascurate. Ero felice. Il giorno dopo, però cambiai di
nuovo. Ero triste, piangevo, credevo di aver sbagliato, di amarlo di nuovo.
Non riuscivo a stare senza di lui, soffrivo più di prima e per
la prima volta nella mia giovane vita mi resi conto che amare significa soffrire.
Quello che penso oggi? Non donare il cuore a una stronza.
Ma nn ci conoscevamo bene e lui non poteva saperlo. Ora non ci vediamo più
da due anni, vedo ancora i suoi amici e so che ora ha un'altra ragazza ma ke
ha fatto una fatica immensa a dimenticarmi. Ogni
volta che so che è in giro cerco di frequentare altri posti per non farmi
vedere e non farlo soffrire di nuovo, ma forse anche per non soffrire di nuovo
anche io. Continuerò ad amarlo, o comunque ad amare
il mio amore immaginario. Le mie amiche un giorno me lo dissero, io
non amavo le persone, amavo l'amore. Perchè sono così sola,
mi viene da pensare che non serve l'amore e non c'è ragione che esso
esista. Ma forse il problema è proprio che ne ho bisogno.
Mari





commento
mi sono innamorata per la prima volta a16anni1mese, quando, dopo3mesi di convalescenza da una grave malattia, ho conosciuto lo "stronzo" più esibizionista e sensibile della mia vita, ha dei bellissimi occhi azzurri impenetrabili. Lui ha iniziato a fumare canne a 17anni con i suoi "amici" perché dicevano che fosse l'unico "divertimento" in quel paesino dove non succedeva mai niente. Siamo stati insieme2anni poi quando ho scoperto cosa facevano, le mie amiche ed io siamo uscite dalla compagnia e l'ho lasciato.
l'ho sempre rivisto, ma non ci siamo mai più parlati, nè salutati. nel frattempo sono stata insieme ad altre3persone (storielline)
Dopo3anni (mi ricordo ancora la data) l'ho rincontrato per caso, sapevo che era messo peggio di prima, l'ho illuso credendo che gli avrei riparlato ma me ne sono andata via come1scema (lui è rimasto lì dalle16:45 alle17:15 ad aspettare che lo salutassi mi ricordo l'ora perché continuavo a guardare l'orologio a muro dietro di me)morale 1mese dopo ha fatto1grave incidente dal quale è uscito illeso sia lui che l'amico. L'ho dimenticato definitivivamente ma mi sento tuttora in colpa e prego tutti i giorni Dio perché non gli succeda mai niente,e se dovesse succedere qualcosa di non venirlo a sapere da1giornale (è1esperienza terribile) Dopo l'incidente la primavera successiva mi sono fidanzata con1altro ragazzo "stronzo" uguale ma più tranquillo, con il quale ho trascorso2anni splendidi!!!! l'estate scorsa ho rivisto il mio primo ragazzo e mi ha dedicato una canzone di vasco rossi ad una festa mentre questa primavera quando ci siamo rivisti ha avuto ancora il coraggio di salutarmi dopo quello che gli ho combinato. non me lo sò spiegare.
noooo
peccato,ti capisco deve essere stato un trauma!!!Però prima di mollarlo dovevi chiedergli perchè ero cambiato,perchè era un'altra persona cosa gli era accadutto (è solo una opinione).Ma non preoccuparti quando arriverà l'amore della tua vita, "un vero amore" te ne accorgerai,ora vai avanti!!!!
bah
concordo con te, nel senso che credo tu sia stata una stronza.
non ci sono molti particolari nell'ultima parte ma mi sembra normale che un ragazzo che subisce un trauma come una brutta malattia della madre dopo cambi..
e poi tu che hai bisogno di "qualcuno che ti faccia ridere", lo sapevi che lui non era quel tipo, l'hai detto all'inizio.
spero che capirai che vuol dire amare davvero prima di far stare di nuovo così male un ragazzo.
saluti
ti capisco
t capisco... m è successa la stessa tua cosa.. e lo lasciato.. nn avrei mai immaginato di lasciare qlcno.. d fare soffrire qlcno.. dopo tt le fregature che ho preso e dp tt la sofferenza... pensavo che nn l avrei mai fatto..invece.. eccomi qui... cmq t capisco. m spiace.. cmq credo che hai ragione.. anche tu cm me hai bisogno d amore.. ma qllo vero... ti auguro d trovarlo d cuore un bacio.
Mi manca una cosa....
Ma alla fine la tua migliore amica che ti ha detto?!
L'hai scritto all'inizio del racconto ma poi non l'hai detto...
Re: Mi manca una cosa....
Appunto...muahuahuamhuahuahuamuauau!
Ma dai su...la vità è lunga...prenditene uno a caso,scopatelo e vivi la vitaaa!!
Muhauahuahauahuahuahau!!!