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La prima a darmi il benvenuto, fu una ragazzina di
nome Sara, come me, che con sua nonna me le faceva passare
di tutti i colori, ma non fu peggio di quando
il mio allenatore mi prese in giro per il mio corpo.
Quel cambiamento, noterete, non mi ha molto giovato
,però, decisi comunque di andare avanti e farmi
forza giorno dopo giorno.
Dimagrii tanto (forse pensavo che in questo modo avrei
risolto i miei problemi...) e mi concentrai sullo
studio, ma tutto questo non riempiva il vuoto che in
me incombeva da molto tempo e non ricompensava la tristezza
al solo mio pensiero a ciò che l'anno prima era
accaduto.
Ero finita in un triste buco
nero, ma proprio da quel solitario buco nero
che inizia la mia storia.
Erano i lontani primi giorni di seconda media e sui
nostri banchi fu distribuito un invito per entrare nella
squadra di baseball della scuola. Io non volevo andarci,
pensavo che non ci fosse cosa più bella che tornare
a casa e distesa sul divano fare le mie cose con calma,
ma evidentemente mia madre non era d'accordo
Infatti, m'iscrisse e mi promise che se qualora non
mi fosse piaciuto, sarei stata libera di non andarci
più.
Dentro di me sapevo cosa mi tirava indietro da entrare
in una squadra: la paura di
essere presa in giro da qualunque e per qualunque cosa.
Nonostante ciò, a quella prima lezione ci andai
e, inaspettatamente, capii
che il baseball era per me.
Fu una bellissima emozione quando misi il mio piede
per la prima volta su quel campo da baseball, (che in
verità era un campo da calcio camuffato da campo
da baseball con le sue basi che si spostavano e le sue
reti fatte con quelle del letto!), ma non fu più
grande di quando vidi LUI, che lanciava la pallina ad
un suo compagno.
Non era bellissimo e per me era la prima volta che lo
vedevo, nonostante frequentassimo la stessa scuola,
ma mi attirò come una
calamita attira il ferro e il polline attira
l'ape sul fiore.
I primi giorni furono faticosi, ma divertenti perché
ebbi la possibilità di incontrare altre persone.
Era tanto che non provavo una felicità simile
e mi sembrava di essere una nuova persona, ero
libera da quel triste ricordo di un anno fa.
Dopo qualche mese, mi assegnarono il ruolo di prima
base e mi dissero di allenarmi con un certo Paolo che
a causa di un male al braccio, non poteva fare il lanciatore.
Chiesi a molti chi era questo Paolo e tutti m'indicarono
LUI, quello che mi piaceva.
Allora non sapevo cosa era l'amore, in classe mia c'era
un ragazzo che mi faceva ridere ed era molto corteggiato
e per questo pensavo di amarlo ma solo ora so che era
un'amicizia
Quando LUI, Paolo, mi guardava, io pensavo e mi obbligavo
a pensare: "E' solo una bella amicizia, anzi
fantastica, ma non è amore. Io amo David, il
mio compagno di classe!!!!!". Folle, non vi
pare?
Ogni volta che lo incontravo, parlavamo di molte cose
e quando lo vedevo all'uscita della scuola il cuore
mi batteva forte.
Capii presto che lo amavo, ma cercavo di non pensarci
sentendo l'urlo straziante del mio cuore soffocato.
Un giorno , dopo gli allenamenti, ci mettemmo su due
panchine parallele e lui mi confidò che non voleva
fidanzarsi alle medie perché lo riteneva stupido
e che non serviva a niente farlo.
Io annuivo, pensando
che stupidaggini stesse dicendo quel ragazzo tanto carino
che a me piaceva tanto.
A scuola intanto, seppi che ad un'amica della mia migliore
amica piaceva un certo Paolo di terza media ed anche
ad una certa Elena.
Così, quando lo rividi, prima di andare via,
gli dissi quello che sapevo e lui con aria fredda e
distante, come suo solito essere, mi rispose che lo
sapeva e che addirittura con la certa Elena ci stava
insieme!
Non posso descrivere ciò che provai in quel momento,
però ricordo che quando la madre di una mia compagna
di squadra venne a prendermi, che pure lei si chiamava
Elena!, mi misi a piangere, liberando finalmente il
mio cuore riconoscendo a me
stessa che lo amavo.
I giorni passarono e io con LUI ci parlavo sempre meno,
perché avevo paura che se lo avessi fatto mi
sarebbero usciti tanti perché e tante lacrime.
Non l'odiavo, ma dentro di
me piangevo continuando a coltivare il mio amore segreto.
Quando gli rammentavo la sua ragazza, lui si meravigliava
che lo sapessi. Non si ricordava più che me l'aveva
detto con quell'espressione dura, facendomi soffrire
come un cane.
Passarono mesi e il mio allenatore mi disse che ad alcune
partite degli Allievi, la categoria di Paolo, potevo
partecipare con altri due che erano stati scelti.
Alle partite degli Allievi ero l'unica femmina a giocare,
(una cosa fantastica penserete), ma io pensavo solo
e solo a LUI.
L'estate arrivò e anche la fine della scuola
e proprio quel giorno c'era una partita degli Allievi
a cui avrei partecipato.
Quando finirono le premiazioni (io vinsi la medaglia
d'argento al lancio del peso), lui mi vide e gesticolando
con le mani mi chiese se nel pomeriggio sarei stata
presente alla partita ed io con un cenno della testa
annuii.
Com'è bello e lontano quel ricordo, così
bello e lontano che a pensarci m'inumidisco ancora le
guance di lacrime di gioia.
Sembrava che tutto si fosse
fermato. In quel momento urlavano e correvano
molte persone, ma fu come se non ce ne fosse stato neanche
uno.
Alla partita Paolo si sentì male e così
rimase in panchina con me ed altri.
L'unico inconveniente era mio padre che ci separava
e ci obbligava ad allungarci dietro la sua schiena per
parlarci.
Quel giorno mi confidò che aveva un debole per
quelle che si chiamavano come me, Sara, e che una volta
si era preso una cotta per una ragazzina che portava
questo nome ma che l'aveva rifiutato.
Intanto che seguivamo la partita, che ormai era iniziata
da un pezzo, Paolo disse a voce alta come per farsi
sentire: "Accidenti a lei!". Io mi
interessai a chi si riferisse, anche se lo avevo intuito,
ma lo chiesi lo stesso avendo per risposta quello che
mi aspettavo: "Sai quella Elena, la mia ragazza?",
mi disse e continuò: "L'ho lasciata!!".
Io sorrisi e lui, quasi contento, rise anche lui chiedendomi
il perché di quel bel sorriso che mi illuminava
il viso, non accorgendomi che dando improvvise e forti
gomitate al mio compagno accanto a me, l' avevo affogato
con il Gaterade blu.
Alla fine della partita, mi
disse che doveva parlarmi ma non lo fece.
Un giorno quando il nostro allenatore cubano ci allenava
alla prima base, Paolo mi disse che gli piaceva una
di seconda media e poco tempo dopo che gli avevo offerto
un mio eventuale aiuto per conquistarla, lui mi disse:
"Sai chi è quella che mi piace? Sei tu!".
Io rimasi come un sasso e senza motivo dissi: "Ma
c'è un problema.." e poi corsi negli
spogliatoi esclamando alla mia compagna di squadra nonché
di scuola: "MI AMA!".
Lei voleva capire chi era ma non le dissi niente, anche
perché me l'aveva detto lui, e quando fui vestita
corsi al cancello dove lo incontrai e mi salutò
normalmente, come se non fosse successo niente.
In macchina raccontai tutto a mio padre e lo stesso
feci a casa con tutta la mia famiglia, che sembrava
più eccitata e contenta di me!
Ora il problema era.....come
dirgli che mi piaceva?, lui naturalmente voleva una
risposta.
Infatti, i giorni passarono e a questo mio "capriccio"
di non dargli una risposta, lui rispose con il non parlarmi
più finché, stanca della situazione, lo
presi per un braccio mentre stava per andare via con
la bicicletta e gli chiesi il motivo del suo silenzio
al quale rispose con una frase che mi fece riflettere:
"Non sei la sola a soffrire!".
Tutto divenne più difficile quando mi regalò
la cosa che per lui era la più cara al mondo:
una pallina da baseball che portava scritta una vecchia
data.
Tenendola in mano, mi sentivo un tale peso sulle spalle
che rimasi a fissarla.
Lui, guardandomi negli occhi mi disse: "Quella
volta che ti ho detto che mi piacevi, mi hai detto che
c'era un problema....perché?" , io
come un'idiota risposi: "Non me lo ricordo..".
Lui trasalì e lasciò perdere.
A risolvere la situazione ci pensò la mia compagna
di classe che ebbe il buon senso di dirgli tutto senza
dirmelo.
Finito l'allenamento infatti, lui si avvicinò
a me e mi disse: "La Selene mi ha detto tutto!"
ed io velocizzai il mio passo imbarazzata fino a
quando mi disse: "Non correre non c'è
problema!" ed io: "Lo so!".
Ormai era fatta, ora c'era
la proposta.
Ci sedemmo sulle nostre solite panchine e quando fummo
soli....arrivò tutta la squadra! Io risi per
la situazione mentre lui sembrò un po' scocciato
e mi fece segno di andare dietro
un muretto dove più tardi ci fidanzammo.
Passammo dei bellissimi momenti e la prima volta che
le nostre labbra si sono incontrate è stato nello
spogliatoio.
Più stavo con lui e più scoprivo che avevamo
gusti affini: la passione per il baseball, per l'Estremo
Oriente e l'odio per le luci psichedeliche delle discoteche.
Una sera, dopo che da Firenze ero andata a Grosseto
per vederlo giocare, gli regalai
un ciondolo a forma di metà cuore
(l'altra parte l'avevo io) che lui portò spesso.
In campo Paolo era molto nervoso e quando uno sbagliava
gli urlava contro senza pietà!!!.
Gli feci presente che a me quel
modo di comportarsi mi faceva paura e lui comprendendomi
smise di arrabbiarsi tanto, meravigliando
anche gli allenatori!!!
Tutto andava bene, finché non gli dissi che avrei
cambiato squadra. Ricordo ancora che una volta si sedette
sul campo durante una partita di allenamento, assumendo
una faccia triste e un comportamento davvero strano.
Curiosa di ciò che stava succedendo, gli chiesi
cosa aveva e lui prima di rispondermi mi anticipò
che era una stupidaggine e aggiunse: "Sono triste
perché ho paura che te ne vai".
Forse per lui queste parole non avevano un senso, o
erano davvero una stupidaggine, ma a
me sciolsero il cuore.
Eravamo felici.....fino a quando partii per Cuba
a trovare il nostro allenatore cubano e il suo saluto
mi parve molto freddo.
Fu molto difficile per me sopportare quel duro distacco
da lui, perché io non volevo proprio allontanarmi.
Più tardi all'aeroporto Paolo mi telefonò
e sotto il metal-detector mi disse: "TI
AMO".
Durante le tre settimane a Cuba, gli scrissi molte e-mail
e lui mi rispose sempre con dolci e romantiche lettere
d'amore.
Quando finalmente tornai mi chiese un bacio, ma non
uno semplice, uno vero!!!
Per me sarebbe stata la prima
volta ed ero ansiosa, soprattutto perché lo ricevevo
da LUI.
Agli inizi di Agosto, il 5, me lo donò e credetemi....fu
meraviglioso.
Dopo ciò, avvertii però qualcosa che non
andava, avevo come si dice: un
presentimento.
Sfortunatamente il mio presentimento si rivelò
in una triste verità: c'era
davvero un qualcosa che non andava.
Settembre arrivò e la nostra storia prese una
piega molto brutta: per due lunghi mesi non ci sentimmo
ed io ormai ero sicura che
fosse finito tutto, all'improvviso, senza
spiegazione. Ma non fu così....
Quando lo rividi provai la stessa, forse più
forte, emozione di quando lo vidi per la prima volta.
Agli inizi non fu facile perché non voleva parlare
con me e quando mi doveva lanciare la palla mi tirava
delle bombe.
Però destino volle che ci chiarissimo e così,
un giorno mi recai in palestra un'ora prima perché
a casa mi annoiavo e indovinate chi trovai? Si proprio
LUI.
Ci salutammo e con un po' di coraggio iniziai la conversazione
che si rivelò un successo perché a
Capodanno eravamo nuovamente fidanzati.
Passarono due mesi benissimo perché Paolo non
mi faceva mancare nulla, però dovevo
rispettare alcune regole come quella di non chiamarlo
mai al cellulare. Che assurdità!
Inoltre se qualcuno si innamorava di me, me lo diceva
come se fosse colpa mia che gli piacevo.
A poco a poco, queste piccole
cose ed altre mi andarono talmente strette che decisi
di lasciarlo.
Lui cercò di dissuadermi dalla mia decisione,
ma non ce la fece soprattutto quando mi propose di essere
AMICI AMANTI!
Ma cosa vuol dire? Vuole me o solo una parte?
Comunque il risultato era che lo avevo lasciato (io
che lo avevo desiderato così tanto..) e che ora
mi dispiaceva non poterlo vedere più. Più
tardi incontrai il suo migliore amico Ilario, che credevo
di amare ma era solo un capriccio nei confronti di LUI.
Destino volle che Ilario conoscesse il mio migliore
amico Fede e che attualmente sono ancora in vacanza
insieme.
Non so che fare, certe volte vorrei approfittare della
situazione per sapere come sta e cosa fa, ma....non
so se fare la cosa giusta.
Non so se perseverare a proseguire la strada per Paolo
e cercare di riconquistarlo o aspettare l'inizio della
scuola ed incontrare qualcuno per dimenticare.....Aiutatemi!!!
Tsuomi
Qualcuna/o ha qualche altro
consiglio da darle/gli o un esperienza da raccontare?
Scrivete a LOVE@girlpower.it
e per lasciare i vostri consigli commentate qui sotto
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ci conosciamo..?
Io m kiamo valentina... Devo dire, prima di tutto, ke la tua storia è fantastica e ke, seconda cosa, anke io amo il basebal.
Ma... Devo anke chiederti una cosa.. Questo Paolo, dove vive????!! Perchè troppe cose coincidono, troppe davvero, ad un Paolo, fratello del migliore amico di mio fratello,che è andato in Nazionale parecchie volte e che quest'anno è andato all'estero a giocare un paio d partite (America se non sbaglio?!)... Qua da noi, poi, parecchi allenatori sono cubani!!
Spero tu m risp presto,
un bacione!!
Non ho capito una cosa...
allora:eri in seconda media quando l'hai conosciuto...ma ora quanti anni hai?????? davvero scusa ma non ci sn mica arrivata
per tulipano azzurro
la voglio io la tua storia..me la mandi???
Mandata!
Il mio miniromanzo te lo ho mandato a giuliapost...@virgilio.it (cioè alla mail che hai messo sull'intestazione del messaggio)..
Cmq Piacere Francesco..
........
giuro che non ci ho capito praticamente nulla..
Re: ........
> giuro che non ci ho capito praticamente nulla..
questa è fuori..li ama tutti lei..ma siamo matti?
Re: ........
>> giuro che non ci ho capito praticamente nulla..
>
>questa è fuori..li ama tutti lei..ma siamo matti?
non E questione di capirci qualcosa ho meno e neanche di dire che li ho amati tutti.nella vita si provano tante emozioni e spesso, sbagliando, le racchiudiamo in tante categorie: amicizia, amore,...quando invece non esiste punto che le accomuni.quando si cerca amore, ogni singola emozione ci illude che lo sia e sfortunatamente alla fine ci crediamo.Questo vuol dire essere matti?Se é così allora io lo sono stata!cmq grazie del commento.
...
...io credo ke a tutte le età ci si innamori, ma è un tipo d'amore diverso a seconda dell'età e della persona di cui c s innamora...
Re: ...
> ...io credo ke a tutte le età ci si innamori, ma è
> un tipo d'amore diverso a seconda dell'età e della
> persona di cui c s innamora...
sono d'asccordo con te!!Grazie