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Storie: "Amore sul campo da baseball"

Storie: "Amore sul campo da baseball"

di Emanuela _Cerri 2 settembre 2005
Storie d'amore: "Amore sul campo da baseball"
la redazione di Girlpower riceve e pubblica
 
 

Questo racconto autobiografico è stato scritto da una/o di voi, che ce l'ha inviato e adesso lo vede pubblicato su Girlpower... mandateci anche i vostri!!! Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezione di Girlpower!!! Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e riflettere insieme con i ricordi di una persona sola
Redazione di GP


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Per cinque anni ho giocato a pallavolo, da quando, attraverso i vetri della mia scuola, vedevo ragazze alte e magre che si passavano la palla con agilità e forza.
Il vetro, oltre a mostrare quelle bellissime ragazze, mi rispecchiava facendomi notare e "odiare" quelle generose curve che madre natura mi aveva generosamente donato. Il quinto anno fu il più duro in assoluto, perché dovetti cambiare squadra e città e dovetti sopportare nuove persone.

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La prima a darmi il benvenuto, fu una ragazzina di nome Sara, come me, che con sua nonna me le faceva passare di tutti i colori, ma non fu peggio di quando il mio allenatore mi prese in giro per il mio corpo.
Quel cambiamento, noterete, non mi ha molto giovato ,però, decisi comunque di andare avanti e farmi forza giorno dopo giorno.
Dimagrii tanto (forse pensavo che in questo modo avrei risolto i miei problemi...) e mi concentrai sullo studio, ma tutto questo non riempiva il vuoto che in me incombeva da molto tempo e non ricompensava la tristezza al solo mio pensiero a ciò che l'anno prima era accaduto.
Ero finita in un triste buco nero, ma proprio da quel solitario buco nero che inizia la mia storia.
Erano i lontani primi giorni di seconda media e sui nostri banchi fu distribuito un invito per entrare nella squadra di baseball della scuola. Io non volevo andarci, pensavo che non ci fosse cosa più bella che tornare a casa e distesa sul divano fare le mie cose con calma, ma evidentemente mia madre non era d'accordo
Infatti, m'iscrisse e mi promise che se qualora non mi fosse piaciuto, sarei stata libera di non andarci più.
Dentro di me sapevo cosa mi tirava indietro da entrare in una squadra: la paura di essere presa in giro da qualunque e per qualunque cosa.
Nonostante ciò, a quella prima lezione ci andai e, inaspettatamente, capii che il baseball era per me.
Fu una bellissima emozione quando misi il mio piede per la prima volta su quel campo da baseball, (che in verità era un campo da calcio camuffato da campo da baseball con le sue basi che si spostavano e le sue reti fatte con quelle del letto!), ma non fu più grande di quando vidi LUI, che lanciava la pallina ad un suo compagno.
Non era bellissimo e per me era la prima volta che lo vedevo, nonostante frequentassimo la stessa scuola, ma mi attirò come una calamita attira il ferro e il polline attira l'ape sul fiore.
I primi giorni furono faticosi, ma divertenti perché ebbi la possibilità di incontrare altre persone.
Era tanto che non provavo una felicità simile e mi sembrava di essere una nuova persona, ero libera da quel triste ricordo di un anno fa.
Dopo qualche mese, mi assegnarono il ruolo di prima base e mi dissero di allenarmi con un certo Paolo che a causa di un male al braccio, non poteva fare il lanciatore.
Chiesi a molti chi era questo Paolo e tutti m'indicarono LUI, quello che mi piaceva.

Allora non sapevo cosa era l'amore, in classe mia c'era un ragazzo che mi faceva ridere ed era molto corteggiato e per questo pensavo di amarlo ma solo ora so che era un'amicizia
Quando LUI, Paolo, mi guardava, io pensavo e mi obbligavo a pensare: "E' solo una bella amicizia, anzi fantastica, ma non è amore. Io amo David, il mio compagno di classe!!!!!". Folle, non vi pare?
Ogni volta che lo incontravo, parlavamo di molte cose e quando lo vedevo all'uscita della scuola il cuore mi batteva forte.
Capii presto che lo amavo, ma cercavo di non pensarci sentendo l'urlo straziante del mio cuore soffocato.
Un giorno , dopo gli allenamenti, ci mettemmo su due panchine parallele e lui mi confidò che non voleva fidanzarsi alle medie perché lo riteneva stupido e che non serviva a niente farlo.
Io annuivo, pensando che stupidaggini stesse dicendo quel ragazzo tanto carino che a me piaceva tanto.
A scuola intanto, seppi che ad un'amica della mia migliore amica piaceva un certo Paolo di terza media ed anche ad una certa Elena.
Così, quando lo rividi, prima di andare via, gli dissi quello che sapevo e lui con aria fredda e distante, come suo solito essere, mi rispose che lo sapeva e che addirittura con la certa Elena ci stava insieme!
Non posso descrivere ciò che provai in quel momento, però ricordo che quando la madre di una mia compagna di squadra venne a prendermi, che pure lei si chiamava Elena!, mi misi a piangere, liberando finalmente il mio cuore riconoscendo a me stessa che lo amavo.
I giorni passarono e io con LUI ci parlavo sempre meno, perché avevo paura che se lo avessi fatto mi sarebbero usciti tanti perché e tante lacrime.
Non l'odiavo, ma dentro di me piangevo continuando a coltivare il mio amore segreto.
Quando gli rammentavo la sua ragazza, lui si meravigliava che lo sapessi. Non si ricordava più che me l'aveva detto con quell'espressione dura, facendomi soffrire come un cane.
Passarono mesi e il mio allenatore mi disse che ad alcune partite degli Allievi, la categoria di Paolo, potevo partecipare con altri due che erano stati scelti.
Alle partite degli Allievi ero l'unica femmina a giocare, (una cosa fantastica penserete), ma io pensavo solo e solo a LUI.
L'estate arrivò e anche la fine della scuola e proprio quel giorno c'era una partita degli Allievi a cui avrei partecipato.
Quando finirono le premiazioni (io vinsi la medaglia d'argento al lancio del peso), lui mi vide e gesticolando con le mani mi chiese se nel pomeriggio sarei stata presente alla partita ed io con un cenno della testa annuii.
Com'è bello e lontano quel ricordo, così bello e lontano che a pensarci m'inumidisco ancora le guance di lacrime di gioia.
Sembrava che tutto si fosse fermato. In quel momento urlavano e correvano molte persone, ma fu come se non ce ne fosse stato neanche uno.
Alla partita Paolo si sentì male e così rimase in panchina con me ed altri.

L'unico inconveniente era mio padre che ci separava e ci obbligava ad allungarci dietro la sua schiena per parlarci.
Quel giorno mi confidò che aveva un debole per quelle che si chiamavano come me, Sara, e che una volta si era preso una cotta per una ragazzina che portava questo nome ma che l'aveva rifiutato.
Intanto che seguivamo la partita, che ormai era iniziata da un pezzo, Paolo disse a voce alta come per farsi sentire: "Accidenti a lei!". Io mi interessai a chi si riferisse, anche se lo avevo intuito, ma lo chiesi lo stesso avendo per risposta quello che mi aspettavo: "Sai quella Elena, la mia ragazza?", mi disse e continuò: "L'ho lasciata!!".
Io sorrisi e lui, quasi contento, rise anche lui chiedendomi il perché di quel bel sorriso che mi illuminava il viso, non accorgendomi che dando improvvise e forti gomitate al mio compagno accanto a me, l' avevo affogato con il Gaterade blu.
Alla fine della partita, mi disse che doveva parlarmi ma non lo fece.
Un giorno quando il nostro allenatore cubano ci allenava alla prima base, Paolo mi disse che gli piaceva una di seconda media e poco tempo dopo che gli avevo offerto un mio eventuale aiuto per conquistarla, lui mi disse: "Sai chi è quella che mi piace? Sei tu!".
Io rimasi come un sasso e senza motivo dissi: "Ma c'è un problema.." e poi corsi negli spogliatoi esclamando alla mia compagna di squadra nonché di scuola: "MI AMA!".
Lei voleva capire chi era ma non le dissi niente, anche perché me l'aveva detto lui, e quando fui vestita corsi al cancello dove lo incontrai e mi salutò normalmente, come se non fosse successo niente.
In macchina raccontai tutto a mio padre e lo stesso feci a casa con tutta la mia famiglia, che sembrava più eccitata e contenta di me!
Ora il problema era.....come dirgli che mi piaceva?, lui naturalmente voleva una risposta.
Infatti, i giorni passarono e a questo mio "capriccio" di non dargli una risposta, lui rispose con il non parlarmi più finché, stanca della situazione, lo presi per un braccio mentre stava per andare via con la bicicletta e gli chiesi il motivo del suo silenzio al quale rispose con una frase che mi fece riflettere: "Non sei la sola a soffrire!".

Tutto divenne più difficile quando mi regalò la cosa che per lui era la più cara al mondo: una pallina da baseball che portava scritta una vecchia data.
Tenendola in mano, mi sentivo un tale peso sulle spalle che rimasi a fissarla.
Lui, guardandomi negli occhi mi disse: "Quella volta che ti ho detto che mi piacevi, mi hai detto che c'era un problema....perché?" , io come un'idiota risposi: "Non me lo ricordo..". Lui trasalì e lasciò perdere.
A risolvere la situazione ci pensò la mia compagna di classe che ebbe il buon senso di dirgli tutto senza dirmelo.
Finito l'allenamento infatti, lui si avvicinò a me e mi disse: "La Selene mi ha detto tutto!" ed io velocizzai il mio passo imbarazzata fino a quando mi disse: "Non correre non c'è problema!" ed io: "Lo so!".
Ormai era fatta, ora c'era la proposta.
Ci sedemmo sulle nostre solite panchine e quando fummo soli....arrivò tutta la squadra! Io risi per la situazione mentre lui sembrò un po' scocciato e mi fece segno di andare dietro un muretto dove più tardi ci fidanzammo.
Passammo dei bellissimi momenti e la prima volta che le nostre labbra si sono incontrate è stato nello spogliatoio.
Più stavo con lui e più scoprivo che avevamo gusti affini: la passione per il baseball, per l'Estremo Oriente e l'odio per le luci psichedeliche delle discoteche.
Una sera, dopo che da Firenze ero andata a Grosseto per vederlo giocare, gli regalai un ciondolo a forma di metà cuore (l'altra parte l'avevo io) che lui portò spesso.
In campo Paolo era molto nervoso e quando uno sbagliava gli urlava contro senza pietà!!!.
Gli feci presente che a me quel modo di comportarsi mi faceva paura e lui comprendendomi smise di arrabbiarsi tanto, meravigliando anche gli allenatori!!!

Tutto andava bene, finché non gli dissi che avrei cambiato squadra. Ricordo ancora che una volta si sedette sul campo durante una partita di allenamento, assumendo una faccia triste e un comportamento davvero strano.
Curiosa di ciò che stava succedendo, gli chiesi cosa aveva e lui prima di rispondermi mi anticipò che era una stupidaggine e aggiunse: "Sono triste perché ho paura che te ne vai".
Forse per lui queste parole non avevano un senso, o erano davvero una stupidaggine, ma a me sciolsero il cuore.
Eravamo felici.....fino a quando partii per Cuba a trovare il nostro allenatore cubano e il suo saluto mi parve molto freddo.
Fu molto difficile per me sopportare quel duro distacco da lui, perché io non volevo proprio allontanarmi.
Più tardi all'aeroporto Paolo mi telefonò e sotto il metal-detector mi disse: "TI AMO".
Durante le tre settimane a Cuba, gli scrissi molte e-mail e lui mi rispose sempre con dolci e romantiche lettere d'amore.
Quando finalmente tornai mi chiese un bacio, ma non uno semplice, uno vero!!!
Per me sarebbe stata la prima volta ed ero ansiosa, soprattutto perché lo ricevevo da LUI.
Agli inizi di Agosto, il 5, me lo donò e credetemi....fu meraviglioso.
Dopo ciò, avvertii però qualcosa che non andava, avevo come si dice: un presentimento.
Sfortunatamente il mio presentimento si rivelò in una triste verità: c'era davvero un qualcosa che non andava.

Settembre arrivò e la nostra storia prese una piega molto brutta: per due lunghi mesi non ci sentimmo ed io ormai ero sicura che fosse finito tutto, all'improvviso, senza spiegazione. Ma non fu così....
Quando lo rividi provai la stessa, forse più forte, emozione di quando lo vidi per la prima volta.
Agli inizi non fu facile perché non voleva parlare con me e quando mi doveva lanciare la palla mi tirava delle bombe.
Però destino volle che ci chiarissimo e così, un giorno mi recai in palestra un'ora prima perché a casa mi annoiavo e indovinate chi trovai? Si proprio LUI.
Ci salutammo e con un po' di coraggio iniziai la conversazione che si rivelò un successo perché a Capodanno eravamo nuovamente fidanzati.
Passarono due mesi benissimo perché Paolo non mi faceva mancare nulla, però dovevo rispettare alcune regole come quella di non chiamarlo mai al cellulare. Che assurdità!
Inoltre se qualcuno si innamorava di me, me lo diceva come se fosse colpa mia che gli piacevo.
A poco a poco, queste piccole cose ed altre mi andarono talmente strette che decisi di lasciarlo.
Lui cercò di dissuadermi dalla mia decisione, ma non ce la fece soprattutto quando mi propose di essere AMICI AMANTI!
Ma cosa vuol dire? Vuole me o solo una parte?
Comunque il risultato era che lo avevo lasciato (io che lo avevo desiderato così tanto..) e che ora mi dispiaceva non poterlo vedere più. Più tardi incontrai il suo migliore amico Ilario, che credevo di amare ma era solo un capriccio nei confronti di LUI.
Destino volle che Ilario conoscesse il mio migliore amico Fede e che attualmente sono ancora in vacanza insieme.
Non so che fare, certe volte vorrei approfittare della situazione per sapere come sta e cosa fa, ma....non so se fare la cosa giusta.
Non so se perseverare a proseguire la strada per Paolo e cercare di riconquistarlo o aspettare l'inizio della scuola ed incontrare qualcuno per dimenticare.....Aiutatemi!!!

Tsuomi

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Commenti

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vdida mercoledì, 2 novembre 2005

ci conosciamo..?

Io m kiamo valentina... Devo dire, prima di tutto, ke la tua storia è fantastica e ke, seconda cosa, anke io amo il basebal.
Ma... Devo anke chiederti una cosa.. Questo Paolo, dove vive????!! Perchè troppe cose coincidono, troppe davvero, ad un Paolo, fratello del migliore amico di mio fratello,che è andato in Nazionale parecchie volte e che quest'anno è andato all'estero a giocare un paio d partite (America se non sbaglio?!)... Qua da noi, poi, parecchi allenatori sono cubani!!
Spero tu m risp presto,
un bacione!!

n° 17
Girl giovedì, 8 settembre 2005

Non ho capito una cosa...

allora:eri in seconda media quando l'hai conosciuto...ma ora quanti anni hai?????? davvero scusa ma non ci sn mica arrivata

n° 16
<giulia> giovedì, 8 settembre 2005

per tulipano azzurro

la voglio io la tua storia..me la mandi???

n° 15
Tulipanoazzurro di Giovani.it giovedì, 8 settembre 2005

Mandata!

Il mio miniromanzo te lo ho mandato a giuliapost...@virgilio.it (cioè alla mail che hai messo sull'intestazione del messaggio)..

Cmq Piacere Francesco..

<giulia> giovedì, 8 settembre 2005

........

giuro che non ci ho capito praticamente nulla..

n° 14
silvia venerdì, 30 settembre 2005

Re: ........

> giuro che non ci ho capito praticamente nulla..

questa è fuori..li ama tutti lei..ma siamo matti?

Tsuomi domenica, 13 novembre 2005

Re: ........

>> giuro che non ci ho capito praticamente nulla..
>
>questa è fuori..li ama tutti lei..ma siamo matti?

non E questione di capirci qualcosa ho meno e neanche di dire che li ho amati tutti.nella vita si provano tante emozioni e spesso, sbagliando, le racchiudiamo in tante categorie: amicizia, amore,...quando invece non esiste punto che le accomuni.quando si cerca amore, ogni singola emozione ci illude che lo sia e sfortunatamente alla fine ci crediamo.Questo vuol dire essere matti?Se é così allora io lo sono stata!cmq grazie del commento.

memy mercoledì, 7 settembre 2005

...

...io credo ke a tutte le età ci si innamori, ma è un tipo d'amore diverso a seconda dell'età e della persona di cui c s innamora...

n° 13
Tsuomi domenica, 13 novembre 2005

Re: ...

> ...io credo ke a tutte le età ci si innamori, ma è
> un tipo d'amore diverso a seconda dell'età e della
> persona di cui c s innamora...

sono d'asccordo con te!!Grazie

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