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Racconto: "Una coscienziosa libertina"

Seduzione e complicità nel racconto che una nostra lettrice ha inviato in redazione. Torna l'appuntamento con i racconti erotici di Girlpower

di la redazione 8 novembre 2007

Una coscienziosa libertina
(...ovvero: ricordi immorali di persone comuni)

A Parigi scendo in un piccolo alberghetto nel quartiere di Montmartre, in Rue de La Fuillere, in quell'intrigo di viuzze attorno alle Folies Bergère, che negli anni `30 -- quelli della Parigi degli artisti e scrittori espatriati della lost generation --, doveva aver conosciuto miglior gloria. Il quartiere pullula di bar, ristoranti ed altri locali a diversa e forte caratterizzazione etnica in una pacifica convivenza di mondi ebraici, cristiani e musulmani, e che dimostra come nel fertile contesto di una sostanziale laicità, il melting pot è una realtà possibile e felice quando ci si svincola da una pedissequa sudditanza a strabordanti culture che di realtà oggettive hanno solo il feticcio di essere antiche.

In un bar, un giovane dai capelli nerissimi e ricci, pelle ambrata e lineamenti che denunciano un'origine probabilmente algerina, o tunisina, o marocchina... insomma di quelle parti là -- mi lancia continue occhiate furtive mentre seduta ad un tavolo sorbisco un Pernod e leggo un libro. Deve attrarlo il fatto che sono bionda (tinta) e straniera, e questo probabilmente calza col suo stereotipo di donna libera e quindi disponibile ad avventure. Mi domando se mi stia immaginando a letto con lui a trombarmi come un matto. Dal canto mio penso come sarà nudo e come è il suo pene. Il ragazzo non è infatti male, e quella camicia bianchissima, con il bottone in cima sbottonato che lascia a tratti intravedere un torace ondulato, mi stimola le oniriche suggestioni dell’idea di... farmelo. Anzi, a rifletterci la situazione ha tutte le premesse per una perfetta una-botta-e-via, -- e che posso senz'altro considerare di legittimamente concedermi perché sento di cominciare ad averne proprio bisogno.
Sarò cinica, o solo pragmatica, ma per il momento non riesco a vedere per lui altro uso che lo valorizzi: proprio non riesco ad immaginarlo in altre sintonie di tipo... più intellettuali, diciamo così. Mi invade quella gratificante, liberatoria sensazione che ci coglie ogni volta che ci si apre al lasciarsi andare in una dimensione meno codificata e più istintiva di se. Prendo a studiarlo. E’ molto giovane, forse troppo, ed ha l'aria del timido anzicchennò. Certamente non deve essere abile negli approcci. Credo di doverlo aiutare. Lascio cadere distrattamente il foulard per terra. Si affretta a raccoglierlo e me lo ridà sorridendo. Gli rispondo con un entusiastico "oh grazie davvero!..." che per qualcuno più esperto è già tutto un programma. Lui ritorna invece via felice ma evidentemente intimidito. Devo fare qualcosa di più incisivo. Chiudo il libro. Prendo dalla borsa una mappa della città e la guardo attentamente come a cercare un posto che non trovo. La giro, la distendo, la rivolto, la piego, seguo percorsi col dito, ostento disappunto. Alla fine alzo il viso guardandomi attorno, come a cercare qualche aiuto. Incontro il suo sguardo, e lo aggancio illuminandomi in un sorriso come di chi è felice di imbattersi – qual fortuna – in qualcuno che si conosce e gli faccio segno di avvicinarsi. Con un accattivante sorriso gli dico: "Saprebbe per caso indicarmi dov'è "Rue de la... Fuck...euse?" fissandolo per capire se mai fosse così smaliziato da cogliere... No, non la conosce -- ci avrei giurato. La cerchiamo insieme diligentemente, quanto inutilmente, sulla mappa.

Amir è una inarginabile forza della natura dal..."basso" ... dei suoi 20... - mi ha detto, ma forse 19, o anche 18 - anni, e della sua solare quanto inscalfibile ingenuità. Non lo si governa, si può solo subirlo. La mia laica disinibizione e tattica sfrontatezza - come certo non hanno le donne del suo paese e della sua cultura d’origine - certamente devono eccitarlo terribilmente. Siamo ad un'efficiente... quasi al limite del dolore - "terza", in due ore, e non accenna a smettere. E’ il mitico giovane “dal pene d'oro" come ce lo raccontavamo tra ragazze, ai tempi dell'università, e vagheggiavamo in sogni bagnati, duro come una roccia e flessibile come l'acciaio, da consumare ingordamente, senza ritegno, fino all'ultimo spasmo, all'ultima... goccia. Quel pene immacolatamente circonciso, pulsante di desiderio, duro e instancabile, ha un fascino ipnotico e non riesco a lascialo in pace. Mi piace sentirne in mano quella sensazione di gomena, percepirlo pressato contro la mia pelle, ficcanasare impudentemente in ogni anfratto del mio corpo. Non intendo scoraggiarlo ma spero si possa dormire qualche ora prima della prossima. La mattina gli dò io un gagliardo buongiorno con un sugoso pompino tutto spruzzi: Champagne pour dejeuner (per lui)! prima di andare a fare la doccia dove mi raggiunge per un disarticolante cunnilingo che mi lascia tramortita sotto l’acqua: Oysters for breakfast (per me).

A colazione (a latte e caffè), nel ristorante dell'albergo. Mi dice (Mon Dieu!) che è innamorato di me. "Oh la la`!" esclamo divertita ostentando l’ironia di un grande stupore.
"Vengo a vederti stasera" mi dice felice.
La faccenda rischia di complicarsi. Non ho mai capito perché cose che godono della intrinseca naturalezza, semplicità e perfezione da monade di filosofica compiutezza debbano inattesamente comportare insollecitate complicazioni di nessuna pertinenza e necessità. Gli dico decisa, prima che possa ulteriormente illudersi: "Non puoi venire a prendermi stasera. Non puoi vedermi più"
"Perché?" è sorpreso.
"E' stato bello, ma... c’è qualcun altro". E’ deluso.
"Ma possiamo vederci ancora. Come... ieri notte... Non... dobbiamo... sposarci..." dice nel suo stentato inglese, ora di essenzializzata emergenza.
Santa ingenuità! Al limite del patologico. Come si possono dire cose così al tempo d'oggi? Non so se commuovermi o scoppiargli a ridere in faccia. Che stia facendo la commedia del finto ingenuo? Voglio divertirmi un po’: "Come ieri notte... devo vedere qualcun'altro... Che non devo sposare... Non devo vedere quello che devo sposare. Capisci?"
Mi guarda contrito. "Allora un'altro giorno... in un’altra settimana...".
"Devo sempre vedere qualcun altro" lo interrompo subito. Oh Dio!... mi domando se non sta pensando che faccio la puttana. Dopotutto non gli ho chiesto soldi. Almeno... non ancora: "Eppoi tu non mi hai ancora pagata!" dico divenendo improvvisamente seria.
E' senza parole. Appare distrutto. Mi fa pena e mi pento (...ma solo un po’!) del gioco perverso che sono andata imbastendo.
"Ma è stato così bello che non voglio essere pagata" aggiungo dopo una pausa piena di suo disagio. "Addio", dico con lo sprazzo di un brusco sorriso che si spegne immediatamente, per poi alzarmi improvvisamente ed allontanarmi prima che potesse aggiungere altro.
Sul momento mi sentii cattiva, rea di una vile bravata. Ma mi assolsi presto. In fin dei conti, ho poi riflettuto, lo avevo trattato nel miglior modo possibile: poteva adesso dimenticarmi senza gran rimpianto considerando che dopotutto ero solo una puttana: certamente meglio perdere che tenere.

Fiona Petito

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9
Commenti

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Giulio martedì, 17 agosto 2010

Brava

L'inizio, specialmente, quello sulla convivenza pacifica possibile è perfetto

n° 6
Fiona Petito martedì, 7 luglio 2009

ricuriosando...

Visto che siete stati così carini, e benevoli... circa il mio "scherzucccio di dozzina", vi invito a curiosare sul mio blog:

http://blog.alfemminile.com/blog/see_130941_1/SCRAPBOOK

Troverete anche foto e video. Lasciate eventualmente un po' di commenti dove vi pare.
Grazie ancora per la benevola accoglienza.
Fiona74

n° 5
Enea sabato, 6 marzo 2010

R: ricuriosando...

Sei una gran fica.Ho sognato tutta la vita un'avventura come quella che hai raccontato e non mi è mai successo.Ho fatto il liceo e pure l'università, ho girato mezza europa, sono nato in Alsazia e ci ho vissuto fino a vent'anni, ho fatto pure la Cattolica a Milano.Da Giovane ero pure bello. Si chiama sfiga credo...Un Bacio!

Les Folies sabato, 29 marzo 2008

Les Folies -érotique-

Bellissimo testo, l'abbiamo pubblicato qui:
http://lesfolies.splinder.com/post/16533445

e qui:
http://lesfolies.canalblog.com

sperando d'aver fatto cosa gradita all'autrice.
Complimenti, Les Folies

n° 4
fiona74 domenica, 16 dicembre 2007

Siete davvero...

... tutti molto carini... anche perchè (... ed è la cosa che mi lusinga di più)... dite che è "ben scritto" -- sarò vanitosa, ma mi piace molto questa notazione, grazie!.
Si, ci ho provato più volte, prima di riuscire a trovare il taglio giusto per il racconto: o era troppo, inutilmente dettagliato, o si cadeva in una eccessiva sintesi che rendeva poco comprensibile l'ordito di tutta la vicenda. Poi, ora lo posso confessare: anche se mi sono ritagliata un'immagine di relativo cinismo, vi confesso che poi ne ho sentito davvero la mancanza qualche giorno dopo... insomma, mi sono detta... potevo tirarla un po' più per le lunghe... qualche altra notte, non avrebbe fatto male nè alla testa e tanto meno alla pelle visto che gran macchina scopatoria comunque era l'ingenuo Amir. (Eppoi adoro gli uomini circoncisi... sono più energici e durano tanto di più -- provare per credere).
Grazie davvero a tutti per i vostri commenti. Mi hanno fatto molto piacere.

n° 3
deldongo domenica, 16 dicembre 2007

interessante

wow cioè proprio bello

n° 2
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