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Ti presento i miei

In ogni relazione di coppia arriva il momento in cui lui ci chiede di conoscere i suoi. Ci sentiamo ansiose e agitate come alla vigilia di un esame. Come riuscire con successo in questa prova così importante per la nostra relazione?

di Anita Richeldi 27 maggio 2008

ti_presento_i_miei2Due persone si conoscono, si piacciono, decidono di frequentarsi e di fare coppia fissa iniziando un percorso di vita insieme. Un rapporto sentimentale stabile tende nel tempo a crescere, a diventare sempre più importante. Tutto ha inizio con il primo bacio, la prima volta, il primo "ti amo", le prime serate sacrificate alle amiche di sempre per dedicarci completamente al nostro lui, i primi sabati di shopping insieme, le prime notti romantiche... 

In questo crescendo di sentimento e complicità arriva un momento importante, la chiave di volta del rapporto amoroso: l'incontro con i genitori. Nonostante i tempi si siano evoluti e dell'approvazione dei genitori si possa fare anche a meno, due individui che si amano cercano e pretendono l'appoggio dei rispettivi genitori.

L'opinione positiva di mamma e papà è considerata ancora importante nella nostra società. Ne sono prova i numerosi film di successo dedicati alla questione, fra cui la famosa commedia degli equivoci Ti presento i miei che vede nel suo cast niente di meno che Ben Stiller e Robert De Niro, l'esilarante Indovina chi con Ashton Kutcher, Quel mostro di suocera con Jennifer Lopez e Jane Fonda nei panni di una terribile e temibile suocera e il recente Il matrimonio è un affare di famiglia con Brenda Blethyn celebre protagonista del film L'Erba di Grace. 

Far fronte alla fatidica frase "I miei ti vogliono conoscere" senza farsi prendere dal panico più totale, è un'impresa ardua se non impossibile. Nonostante l'invito possa essere considerato il tanto agognato riconoscimento del nostro status ufficiale di fidanzatina, l'ansia supera di gran lunga la gioia e la felicità. Ci arrovelliamo il cervello con decine di domande: cosa mi metto? come saluto? di cosa parlo? e se non riesco ad aprire bocca? e se non piaccio? 

indovinachimostro_suocera

Mantenere il controllo non è davvero cosa facile in queste occasioni ma il gioco vale la candela e dobbiamo a tutti i costi impegnarci affinché l'incontro con i genitori del nostro amato sia solo il primo di tanti altri. Fare breccia nel cuore dei genitori del nostro lui non è poi così difficile se sappiamo mantenere la calma e seguire semplici ma utili accorgimenti: Prendiamoci una settimana di tempo per i preparativi scegliendo con cura l'abbigliamento, il trucco e la pettinatura. 

Se amiamo vestirci in modo appariscente, scartiamo l'idea di essere noi stesse al 100%, a meno che il rischio non sia il nostro pane quotidiano. I genitori e soprattutto le mamme vivono con l'ansia che il loro figliolo possa cadere preda di una femme fatale che con armi improprie possa risucchiare in un vortice di peccato e depravazione il loro cucciolo. Ricordiamoci sempre che quelle mani che a breve si tenderanno accoglienti a fare la nostra conoscenza, sono quelle che non molti anni fa hanno cullato amorevolmente il nostro amato. Bandiamo minigonne vertiginose e tacchi chilometrici così come top che lascino la pancia scoperta (per le generazioni passate sinonimo di colite fulminante) e che scoprano slip multi color. Ben vengano jeans, scarpe sobrie e camicetta tinta unita. Il detto "l'abito non fa il monaco" in questi casi proprio non funziona. 

Siamo ora pronte al fatidico incontro che generalmente avviene con il classico invito a cena. La nostra futura suocera probabilmente si sarà presa un giorno di ferie per imbandire una tavola degna di un pranzo di gala. Prepariamoci ad essere messe all'ingrasso come una porchetta e a masticare ogni boccone sotto lo sguardo ansioso di chi ha spadellato ore ed ore e che altro non chiede che un apprezzamento. Cerchiamo di essere convincenti, non è sufficiente dire "che buona questa pasta!" se poi a mala pena riusciamo a mangiarne la metà. Se proprio le nostre papille gustative si rifiutano, piuttosto che chiudersi in bagno e vomitare, inventiamoci un'intolleranza alimentare o meglio ancora confessiamo amareggiate: "Ho fatto indigestione quando ero bambina e ancora non riesco a digerirla!". Con tutta probabilità, sarà pronto un piatto alternativo. Nella peggiore delle ipotesi, ci rimpinzerà con bis delle portate successive. Per preparare il nostro stomaco al cataclisma, consiglio di tenersi molto leggere nell'arco della giornata. 

Anche l'etichetta vuole la sua parte. Non diamo mai del tu se non ci viene chiesto espressamente e in quel caso, se proprio non ci viene naturale, cerchiamo di rivolgerci ad entrambi i genitori usando il generico voi. Se il genitore è uno, facciamo uno sforzo oppure evitiamo di porre domande dirette. In genere siamo noi ad essere sotto interrogatorio perché la mamma e il papà del nostro amato vogliono sapere tutto di questa ragazza che ha rubato il cuore del loro figliolo. Dipingiamoci come una ragazza volenterosa, studiosa e/o lavoratrice, con alti valori morali. Non lasciamoci prendere la mano con inutili falsità che a lungo andare potrebbero essere scoperte. Insomma siamo sincere ma non del tutto ovviamente. 

Impegniamoci affinché non vi siano momenti di silenzio, tenendo viva la conversazione. Anche se non siamo proprio delle oratrici brillanti, non è difficile riempire i buchi nelle conversazioni con i futuri suoceri. Molto apprezzate sono, infatti, le domande sull'infanzia del nostro lui; una conversazione che prenda questa piega vale almeno 100 punti a nostro favore! E se a fine cena ci troveremo fra le mani l'album di famiglia, la missione è da ritenersi compiuta con successo. 

Anche i genitori sono esseri umani con i loro difetti. Diffidiamo, quindi, dei padri che ci rivolgono sguardi poco paterni e delle madri amicone (una mamma è sempre una mamma e una suocera è pur sempre una suocera). Teniamo sempre e comunque le distanze soprattutto all'inizio. Seguendo questi consigli probabilmente saremo accettate nella sua famiglia e da qui al paio di ciabatte rosa fucsia a noi riservate, il passo è breve. 

Tuttavia, capita in molte famiglie che nessuno sia mai perfetto per i propri figli. Anche se provocate, per il bene del nostro lui e per la serenità del rapporto, cerchiamo di buttare giù bocconi amari evitando ogni ulteriore contatto con i suoceri/nemici così come le frasi "i tuoi mi odiano". Nessuno ama, infatti, sentire parlare male della famiglia che lo ha cresciuto né sentirsi sotto processo a causa delle colpe dei genitori. In ogni caso niente è perduto, considerato il fatto che è con lui che stiamo, non con i suoi!

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Commenti

rosina mercoledì, 24 giugno 2009

non conoscere i suoiarrangera

ha ragione tony , se una o uno si presenta ai suoi avendo studiato nel minimo particolare il comportamento da esibire . e' falsa, bugiarda , egoista , dimostra poca intelligenza ( logicamente non per lei o lui ,che si ritengono le persone perfette ) ! se una persona la pensa cosi ' e' verosimile che abbia avuto una cattiva educazione !! altrimenti sara' meglio che si faccia visitare da un buonissimo specialista !!!!

n° 3
tony venerdì, 5 giugno 2009

sincerita'

spero che le future nuore non prendano esempio da questo articolo !!! cio' dimostra egoismo , falsita' . bugiardaggine !!! le bugie hanno le gambe corte

n° 2
Peppone 83 mercoledì, 28 maggio 2008

divertente quel film "mi presenti i tuoi?"

Bello quel film "mi presenti i tuoi?", mi ha fatto schiattare dalle risate. Bello il confronto con la famiglia per bene ed educata di lei e la famiglia di cafoni maleducata di lui, ad esempio quando la mamma di lui ad una cena con la famiglia di lei sputa nel bicchiere, poi i discorsi imbarazzanti che fanno senza un minimo pudore e infine troppo bella quella scena di quando portano il cane loro nel camper della famiglia di lei che hanno il gatto, il cane insegue il gatto dove l'inseguimento finisce nel bagno dove il gatto salta sulla cassettina del discarico ed il cane saltando ovviamente meno del gatto fa il salto corto e cade nel cesso e poi il gatto tira il discarico con i padroni che dicono: "Sfigatto (questo è il nome del gatto) NO!!" facendolo "inghiottire" dal cesso. Divertente questo film hahahahahahaha.

n° 1
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