Seduzione: l'importanza dello sguardo e del sorriso
Non è solo la bellezza dei tratti somatici che aiuta a sedurre: lo dimostra uno studio scozzese dell'Università di Aberdeen che attribuisce al sorriso e allo sguardo un ruolo determinante nel gioco del corteggiamento
Essere
belli non basta per piacere, non
sono solo le forme perfette ad attrarre a sé le persone
dell’altro sesso.
Questo è quanto ha rivelato la ricerca ''Evidence for adaptive design in human gaze
preference'' svolta dalle scozzesi Università
di Aberdeen e Stirling
e pubblicata sul giornale Proceedings
of the Royal Society B: Biological Sciences il 6
novembre scorso.
Secondo lo studio, che è stato condotto su un campione
composto da 460 volontari, metà uomini e metà
donne, è
essenziale tenere uno sguardo diretto verso la persona che vogliamo
sedurre e sfoderare il nostro miglior sorriso per avere la meglio.
Questo contro chi spende soldi per creme di bellezza e operazioni
chirurgiche per andare dietro ad un ideale di bellezza assoluta che,
ovviamente, non esiste. "Volgere lo sguardo nella direzione
giusta, cioè dritto al volto dell'obiettivo, vale quanto
avere i tratti del viso simmetrici o una pelle perfetta",
rivelano i ricercatori.
Inoltre, sorridere all’interlocutore guardandolo negli occhi,
secondo la ricerca, convince l’altro di parlare con un
partner ideale. Al contrario, "basta distogliere di poco lo
sguardo per apparire meno attraenti".
In
poche parole, si
è evidenziata la preferenza del campione della ricerca verso
le persone che assumono espressioni facciali felici,
soprattutto appartenenti al sesso opposto: "se entrate in un
bar e un’attraente signorina vi ignora, o sta sorridendo al Brad Pitt di turno
seduto all'altra estremità del bancone, probabilmente non
sarete ispirati a offrirle un drink. Ma se entrate, e la sua faccia si
illumina, probabilmente lo farete. Le persone sono attratte da coloro
che li trovano attraenti, è anche una questione di
narcisismo".
Una tesi condivisa anche da Ruth
Mace, antropologa dell'evoluzione dell'University College
di Londra
che sottolinea che "guardare in faccia una persona
è un chiaro segnale che siamo interessati. Viceversa, chi
devia lo sguardo dovrebbe farci capire che si sta perdendo tempo".
Non dobbiamo
però fissare il nostro interlocutore per troppo tempo,
"verrebbe percepito come poco attraente, addirittura come
qualcosa che mette paura", avverte Ben
Jones del Face
Research Laboratory, dove è stata
condotta la ricerca.
Ai volontari sono state proposte diverse foto divise in due livelli di
studio: nel primo livello si mostravano foto di persone felici o
tristi, nel secondo livello si mostravano foto di persone che
guardavano dritto verso l’obiettivo e di persone che tenevano
uno sguardo impercettibilmente deviato verso un altro punto focale. Il
risultato ottenuto dimostra che sono
più apprezzate le persone del sesso opposto che hanno
un’espressione felice del viso e che fissano l'obiettivo.
Questa
ricerca è molto importante perché fino ad ora i
motivi delle preferenze di un individuo verso i suoi simili
del sesso opposto si erano cercati prendendo
in considerazione solo i criteri fisici, mentre
questo studio ha spiegato che nella scelta entrano in gioco anche altri
elementi, e giustappunto l’espressione che si assume, la
direzione dello sguardo e il sesso, come ha sottolineato la Dottoressa Claire Conway,
autrice dello studio presso l’Università
di Aberdeen.
La dottoressa ha dichiarato che “quando chiediamo di
pensare ad esempi di caratteristiche facciali interessanti, la maggior
parte della gente pensa alle caratteristiche fisiche, come pelle sana,
lineamenti simmetrici o mascella pronunciata. Qui noi mostriamo che
anche la direzione può essere importante per
l’attrazione. I visi che stavano guardando direttamente verso
l’osservatore sono stati giudicati più
interessanti rispetto ai visi con uno sguardo lontano. Questo effetto
era particolarmente pronunciato se il volto era sorridente e
apparteneva al sesso opposto rispetto l’osservatore. Questo
mostra che la gente preferisce visi a cui sembra che piaccia e che
l’attrazione non è semplicemente basata sulla
bellezza fisica. E’ possibile che i nostri cervelli siano
collegati in questo modo da permetterci di impegnare il nostro tempo ad
attrarre persone del sesso opposto che sembrano i più
ricettive al nostro interesse nei loro confronti”.
Un’importante
scoperta, quindi, che
indirizza le indagini del campo verso una nuova rotta,
imponendo la revisione degli studi che fino ad ora incentravano le loro
ricerche limitatamente su fattori fisici..
Per saperne di più potete leggere i comunicati stampa dell'Università di Aberdeen
e della Royal Society.





Re: ??
> scusa ma lui quanti anni ha .. 10?!?
Re: ??
> scusa ma lui quanti anni ha .. 10?!?