Come mantenere una relazione
Caratteri contrastanti? Continui litigi? Storie in bilico? Ma un modo per mandare avanti una relazione appianando gli screzi esiste: basta imparare a comunicare e non concentrarsi solo su se stessi. Ecco qualche consiglio per far funzionare una relazione
A cura di Laura Losito
Le relazioni, sia d'amore sia d'amicizia, possono essere gli aspetti più belli e gratificanti della nostra vita. Abbiamo la possibilità di condividere momenti bellissimi con persone che ci siamo scelti, di trovare conforto in loro nei periodi di difficoltà e di condividere eventi piccoli e grandi della nostra vita. Le differenze caratteriali sono inevitabili e ciò che ci rende unici e irripetibili come individui può portare a conflitti e disaccordi nel rapporto.
Tutto sta nel saper gestire le divergenze che nascono inevitabilmente in ogni tipo di relazione: se le istanze dell'altra persona non vengono adeguatamente prese in considerazione e ci si lascia guidare unicamente dalla rabbia e dall'emotività, il risultato sarà doloroso per entrambi e potrà portare alla rottura del rapporto. In molti casi l'errore sta nel far prevalere la parte infantile di noi stessi: si ridiventa letteralmente bambini irrazionali, emotivi e sempre sulla difensiva, si dicono cose di cui ci si pente un minuto dopo, ci si concentra solo su se' stessi cercando unicamente la consolazione e il riconoscimento, e non la risoluzione del conflitto. In altre parole, uno dei sentimenti più pericolosi che entrano in gioco in questi casi è l'egoismo, l'eccessiva preoccupazione per noi stessi che ci porta a non metterci mai veramente nei panni dell'altro, alla ricerca di elementi che provino il nostro essere vittime innocenti della situazione. In qualche modo, iniziamo a godere del nostro dolore perchè questo ci permette di svolgere il ruolo di vittima e autocrogiolarci nella consapevolezza dei dolori dell'esistenza e delle delusioni sentimentali.
Nella battaglia che si gioca tra due caratteri contrastanti entrano in gioco poi altri elementi, come l'eccessiva volontà di ribadire le nostre ragioni come "giuste" e quelle dell'altro come "sbagliate", o veicolare le nostre emozioni in pensieri e dichiarazioni che sono in realtà estranei a quella specifica situazione; l'impossibilità (o la mancanza di volontà) di capire l'altro ci porta a fraintendere le sue parole, saltare alle conclusioni, cercare significati reconditi e inesistenti. In un rapporto bisogna sempre accettare che le differenze caratteriali e di opinione sono una realtà inevitabile a cui andare incontro con serenità.
Il problema non sta nell'esistenza del conflitto, ma nel saperlo gestire con sensibilità e consapevolezza. La domanda per sapere se il nostro rapporto sta andando bene non deve essere "Quante volte discutiamo" ma "Come discutiamo". Quello che speriamo di ottenere da una discussione è veramente quello che vogliamo o è solo filtrato dal nostro ego? Parlare liberamente e con sincerità è sicuramente consigliabile, ma questo non significa farsi prendere dalla rabbia o dalla volontà di "vendicarci" di qualcosa detto dall'altro che ci ha ferito; bisogna trovare la forza per esporre il proprio messaggio con onestà e sincerità, cercando di non cadere negli inutili infantilismi di cui sopra e passando sopra ad eventuali atteggiamenti di questo tipo dell'altra persona.
Una domanda che può essere utile porsi è: cosa c'è di me che non mi piace? Tutti abbiamo qualche difetto che riusciamo a tollerare solo perchè ci conviviamo da una vita, ma forse in un'altra persona l'avremmo giudicata senza pietà. Osserviamo i nostri atteggiamenti con gli altri prima di offenderci per ogni critica negativa, e siamo meno concentrati su noi stessi, sbandierando frasi che ruotano intorno al concetto del "come mi hai fatto sentire". Ascoltare gli altri è (quasi) sempre utile, e, se la discussione sembra procedere da ore sugli stessi binari e non si vede la luce, meglio interromperla e riprenderla a mente fresca.
Questo può aiutare ancora una volta ad essere più comprensivi e più disposti ad ascoltare, e a non prendere la discussione come una lotta di potere: l'unico scopo è risolvere le divergenze tra due persone allo scopo di migliorare e far crescere il rapporto; se il fine è comune, il conflitto non può e non deve diventare troppo aspro. Molto spesso si tende a dare la colpa a gli altri per la nostra infelicità, mentre sarebbe utile fare un esame di coscienza e stabilire cosa siamo in grado di fare in prima persona per noi stessi, per migliorare la nostra vita. In questo senso, gli altri vengono solo dopo.
Fonte: http://thinksimplenow.com/relationships/how-to-keep-a-relationship/




